Neuromonitoraggio (neuromonitoring)
e fotoablazione laser per la chirurgia della tiroide: il Dipartimento di
Scienze Chirurgiche della Seconda Università di Napoli ha organizzato il workshop Energia in chirurgia, la luce come strumento
rivelatore e la luce come strumento terapeutico, a cura del Professor
Domenico Parmeggiani. Venerdì 29 maggio a Napoli all’Hotel Capodimonte dalle 9 alle 18 chirurghi,
docenti universitari, rappresentanti del management sanitario provenienti da
tutta Italia hanno presentato studi e discusso dei principali protocolli chirurgici,
con un focus speciale dedicato alle nuove tecnologie per interventi alla
tiroide, e in particolare al complesso panorama delle energie in sala
operatoria. Partecipano: Francesco Corcione Presidente Scuola Scosità Italiana
di Chirurgia, Giseppe Paolisso Rettore SUN, Silvestro Canonico Presidente della
Scuola di Medicina e Chirurgia SUN, Giovanni Persico Direttore Genare AOU
Federico II.
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sabato 6 giugno 2015
lunedì 4 maggio 2015
Nuove possibilità di cura per il carcinoma renale
Dalla ricerca nuove speranze di cura per il carcinoma renale. Sulla rivista internazionale “Science Translational Medicine” sono stati appena pubblicati i risultati di uno studio condotto presso il Sunnybrook Research Institute dell’Università di Toronto e la Divisione di Farmacologia del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Pisa che per la prima volta prospettano una terapia efficace per il tumore renale resistente al trattamento.
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mercoledì 3 settembre 2014
Sindrome metabolica da rivedere
La sindrome metabolica è un disordine metabolico complesso sempre in aumento, al pari dell’obesità, che colpisce circa il 30% degli adulti in Europa e negli Stati Uniti, come si sottolinea in una revisione proposta da due ricercatori italiani. Come sottolineano gli autori, in una meta-analisi che ha valutato il rischio cardiovascolare associato nella terza definizione del Cholesterol Education Program Nazionale, in 951.083 pazienti, la sindrome metabolica è stata associata con un aumento del doppio del rischio di malattia coronarica, malattia cerebrovascolare, malattie cardiovascolare letali e malattie cardiovascolari non letali.
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