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venerdì 21 marzo 2014

La tiroide fa ingrassare?


La tiroide fa ingrassare? Quante volte avete sentito la "scusa": "sono grassa perchè ho la tiroide che non funziona", "non riesco a dimagrire perchè ho problemi di tiroide", e così via?
Sicuramente tante! Ma è vero tutto ciò? La tiroide è nemica della dieta e ci fa ingrassare? O sono solo scuse?





La tiroide è una ghiandola endocrina a forma di H posta a livello del collo, che secerne gli ormoni T3 e T4. Il primo è la forma attiva del secondo, ed ha il compito di esaltare l’attività metabolica e l’irrorazione sanguigna di tutti i tessuti, con il risultato di fornire più ossigeno e nutrienti alle cellule e di aumentare la velocità di utilizzazione dei nutrienti a fini energetici, evitando così la formazione di grasso in eccesso. La funzione della tiroide è a sua volta regolata dall’ormone TSH, secreto dall’ipofisi, che induce proprio la produzione degli ormoni T3 e T4 da parte della tiroide.

Generalmente la ghiandola può funzionare in modo adeguato solo se è disponibile una giusta quantità di iodio, un oligoelemento essenziale che deve essere introdotto con l’alimentazione. Gli alimenti con il maggiore quantitativo di iodio sono i pesci e i molluschi, mentre quantità inferiori sono presenti in latte, uova e cereali. 

Una tiroide che lavora poco, invece, rallenta il metabolismo del corpo, il drenaggio dei liquidi, il ricambio cellulare e anche le attività mentali. Per fortuna, però, la tiroide è un organo che può essere stimolato.

Gli ormoni tiroidei hanno diversi effetti nell’organismo, ma il più importante è una stimolazione e quindi un aumento del metabolismo basale per cui (con certi limiti) più sono elevati i livelli di questi ormoni più si “brucia” energia. 
Come abbiamo già visto più volte, le alterazioni del funzionamento della tiroide possono causare:
- ipotiroidismo: la ghiandola funziona poco e dunque vengono prodotte scarse quantità di ormoni; il metabolismo rallenta, si ha una diminuzione della temperatura corporea, bradicardia (rallentamento del battito cardiaco) e si tende ad ingrassare;
- ipertiroidismo: la ghiandola funziona troppo, vengono prodotte elevate quantità di ormoni; il metabolismo accelera, si ha un aumento della temperatura corporea, tachicardia (aumento del battito cardiaco) e si tende a dimagrire.



Dunque, la presenza e l’adeguato funzionamento della ghiandola tiroidea è indispensabile a tutti noi per mantenere un corretto metabolismo. 

Se però riscontrate che pur continuando a mangiare sempre allo stesso modo, nelle stesse quantità con la stessa dose di attività fisica, la bilancia segna qualche chilo in più e, pur riducendo le calorie indotte, il peso continua “inspiegabilmente” ad aumentare, non sottovalutate il fatto che i vostri problemi di linea potrebbero essere causati da un disturbo alla tiroide: l’ipotiroidismo.

In caso di ipotiroidismo, la ghiandola lavora meno di quel che dovrebbe, producendo una minore quantità di T3 e di T4 (i due ormoni tiroidei che regolano il metabolismo e sono prodotti sfruttando lo iodio che si incamera con l’alimentazione), l’organismo è quindi meno attivo nel trasformare i nutrienti in energia, con il risultato che si brucia di meno e si tende, nel tempo, ad ingrassare “inspiegabilmente”.

All’inizio l’organismo cerca il compensare il malfunzionamento della tiroide aumentando la produzione di TSH, un ormone grazie al quale la tiroide continua a mantenere stabili le quote di sostanze brucia-grassi.
In questa fase, il metabolismo funziona bene, e l’iniziale deficit tiroideo può venire allo luce solo se si effettuano gli esami del sangue. E’ per tale motivo che, occorre fare periodicamente un minicheck alla tiroide dal medico di base, con una visita specialistica all’endocrinologo in caso di sospetto ipotiroidismo (controllo obbligatorio ogni anno se ci sono già stati casi analoghi in famiglia).

In caso di ipotiroidismo, il TSH è più elevato della norma, mentre l’FT4 è diminuito.

L’aumento del peso corporeo è solo uno dei sintomi dell’ipotiroidismo nascente. 

Altri segni sospetti possono essere:
eccessiva stanchezza;
disturbi all’umore;
difficoltà di concentrazione;
improvvisa stitichezza;
ciclo improvvisamente irregolare (quando gli ormoni della tiroide diminuiscono, aumenta la prolattina, un ormone che modifica la secrezione delle gonadotropine dell’ipofisi, gli ormoni che regolano l’attività dell’ovaio, con il risultato di avere ritardi o anticipi).




Col passare del tempo, soprattutto nel sesso femminile, la tiroide tende a impigrirsi e a lavorare meno. Anche il calo di estrogeni, che avviene tra i 40 e i 50 anni, contribuisce a ridurre la quota attiva di ormoni tiroidei presenti nell’organismo. Molte sostanze inquinanti presenti nell’ambiente e negli alimenti finiscono nella tiroide e ne riducono l’attività. Ecco perché spesso vi possono essere nella donna degli stadi intermedi di sofferenza ghiandolare, pur in una condizione di buona salute con valori ematici apparentemente nella norma. 

Con l'assunzione dell'Eutirox (dietro prescrizione dell'endocrinologo), viene compensato il malfunzionamento della tiroide. Il farmaco in sè non fa dimagrire, nè ingrassare, ma va a compensare i malfunzionamenti tiroidei, riportando la produzione ormonale della tiroide a livelli normali, evitando appunto quel fastidioso senso di pesantezza o l'accumulo di grasso, dovuto, prima dell'assunzione, allo scarso lavoro della tiroide nelle persone  ipotiroidee. 

Molte persone, però, avendo la vaga e generica nozione che quando la tiroide funziona poco si aumenta di peso, pensano che la propria obesità o l'obesità dei propri figli dipenda da un malfunzionamento della tiroide intesa come minor produzione di ormoni, anche dopo l'assunzione dell'eutirox.

In realtà, molti studi hanno dimostrato che ridotti livelli di ormoni tiroidei nei bambini, nei ragazzi e negli adolescenti obesi non si ritrovano praticamente mai, mentre molto spesso si riscontra un aumento dei valori di questi ormoni, il che sembrerebbe in disaccordo con quanto detto precedentemente. Questi dati a prima vista paradossali in realtà indicano un comportamento di tipo “adattativo” della tiroide. La ghiandola infatti, a causa dell’eccesso ponderale, tende a funzionare di più cercando in qualche modo di “bruciare” il grasso in eccesso, in modo da riportare l’organismo alla situazione di normalità. 
Non dobbiamo mai dimenticare che solo il 10%, e forse anche meno, dell’obesità infantile e non solo è imputabile a cause interne (problemi neurologici, sindromi, malformazioni o endocrinopatie ormonali, malfunzionamento tiroide). 
Quindi molto spesso la tiroide non c'entra nulla, ma è solo un adattatore di condotte alimentari e stili di vita errati. 

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