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lunedì 26 agosto 2013

L'importanza dei controlli periodici


Cos'è che garantisce il successo nella dieta? per raggiungere un buon risultato in poco tempo e mantenerlo è importante lasciarsi guidare durante questo percorso.
Molte persone pensano che la dieta sia semplicemente un insieme di regole da seguire fino ad un numero x di chili persi e basta. In realtà fare una buona dieta significa si conoscere nuove regole, ma anche apprendere nuovi comportamenti e soprattutto creare nuove abitudini. Per trasmettere tutte queste cose un solo incontro può non bastare, il numero giusto di incontri non esiste, personalmente ho riscontrato che la formula più efficace è vedersi una volta al mese fino al raggiungimento della fase di mantenimento e vi spiego perchè.





Prima di tutto il risultato non sempre si raggiunge a breve termine, in alcuni casi sembra non si riesca proprio a raggiungerlo, il controllo permette di valutare se la dieta è stata spiegata bene, se è stata capita e se è stata messa in pratica così come prescritta. Vi stupireste se vi dicessi quante personalizzazioni che ne minano l'efficacia vengono apportate sin da subito (chi elimina l'olio, chi il pane, chi salta gli spuntini o la colazione o la frutta, chi aggiunge spuntini o dolci, etc.).
Secondo importante punto, soprattutto nei casi in cui i chili da perdere sono tanti, sapere di avere una scadenza con verifica il giorno del controllo è un fattore di motivazione conscia ed inconscia molto forte. 
Sempre per chi affronta programmi a lungo termine, la visita di controllo permette di intervenire quando, vuoi per pigrizia, vuoi per noia, si tende a far tornare in gioco le vecchie abitudini (la colazione al bar, la domenica esagerata, quell'alimento di cui si è particolarmente golosi). Esistono diverse tecniche per rinforzare la motivazione che decido di attuare a seconda dei casi, ma anche dei metodi per contrastare la noia o altri stati d'animo che ci allontanano dai risultati sperati.
Altro punto fondamentale è quello della valutazione della qualità del risultato. Durante ogni controllo mensile si verificherà non solo quanti chili sono stati persi e come è stata seguita la dieta, ma anche cosa è cambiato, se la massa muscolare o quella grassa o l'acqua corporea. Solo con un attento monitoraggio attraverso il test BIAci si può garantire di perdere prevalentemente grasso corporeo, di mantenere una buona idratazione, di mantenere o migliorare la massa muscolare e quindi anche il metabolismo.




Vedersi una volta al mese permette di fissare nella mente le nuove conoscenze, ma anche di poter approfondire di volta in volta aspetti diversi di una sana alimentazione. Molto spesso mi trovo a dover combattere contro anni di cattiva informazione che hanno instaurato false credenze nella mente delle persone (per dimagrire funziona solo digiunare, l'olio va messo solo a crudo, pane e pasta vanno aboliti, etc.). Incontrarsi più spesso permette di scovarle e confutarle sostituirle tutte. Altro aspetto positivo è quello che, nel tempo, si ha la possibilità di gestire situazioni differenti, ma della vita comune di tutti, un matrimonio, un viaggio, una situazione lavorativa che cambia, una domenica dai suoceri. Avere la possibilità di chiedere consiglio e supporto difronte ad ogni nuova evenienza permette di evitare molti errori grossolani. Avere una guida elimina la tensione emotiva di dover gestire autonomamente tutto, cosa che spesso invece porta, dopo anche una sola eccezione, ad abbandonare totalmnte, anche se si stavano avendo buoni risultati.
sostituendole con le nu Le visite di controllo previste sono tese a garantire l'ottenimento dei massimi benefici dalla dieta, sia essa a scopo dimagrante o di gestione alimentare di alcune patologie (es. il diabete). 

Capita anche che alcune persone, consce dell'utilità della visita di controllo, chiedono di aumentarne la frequenza. Personalmente credo che la frequenza mensile rappresenti il miglior rapporto costi benefici, ciò non toglie che per queste persone può essere molto utile psicologicamente una guida più vicina e quindi di solito non mi oppongo, anche se difficilmente scendiamo sotto il controllo ogni 2 settimane. Questo perchè il ritmo di dimagrimento non sempre è costante, il peso può avere una oscillazione giornaliera anche di 2 chili, quindi anche se una persona perde 1,5 kg a settimana (ritmo di tutto rispetto), potrebbe salire sulla bilancia e non vedere alcun miglioramento perchè magari non ha eliminato tutti i liquidi corporei in eccesso della giornata o altro. La valutazione accurata dello stato nutrizionale aiuta a differenziare cosa si perde e cosa si mette, ma nel brevissimo termine, sulle variazioni minime, la precisione non è eccezionale.



E quando terminano i controlli? 


Una volta raggiunto il risultato si inizia con il mantenimento, fase in cui, per definizione il peso non cambierà più, ma si mantiene appunto uguale. ritengono non preoccupanti le oscillazioni di un chilo, un chilo e mezzo in più o in meno. 
Questa è la fase in cui si dovrà imparare a reinserire nel modo giusto tutti gli alimenti e senza paura di ingrassare di nuovo. Si impara a non pesare più le porzioni, ma a regolarsi in base alle richieste del nostro organismo. Si impara inoltre, a gestire il pasto "molto appetitoso" e ad assumerne la giusta porzione (dico sempre ai miei pazienti, è facile con petto di pollo e insalata, non chiedere altro pane e fare la scarpetta, ma con salsicce e peperoni fritti?).
Per assimilare e rendere abitudine i nuovi comportamenti alimentari consiglio di solito un controllo di mantenimento dopo 2/3 mesi, per verificare che tutto proceda serenamente, che si sta mangiando tutto e di tutto, senza sentirsi a dieta a vita e che il peso si mantiene stabile in modo naturale.



In sintesi i controlli periodici permettono di: 

monitorare le variazioni del peso corporeo e delle circonferenze
- monitorare le modificazioni della composizione corporea (test BIA)
- monitorare i cambiamenti del metabolismo basale (BMR)
- valutare l'aderenza alla prescrizione dietetica (motivazione, piacere)
- valutare l'adeguatezza energetica della dieta assegnata (modifiche del metabolismo)
- monitorare i parametri ematochimici (analisi del sangue)
- valutare l'opportunità di revisionare o ribilanciare la dieta (adattamento, stagionalità)

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Dr. Davide Bianchini
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1 commento:

  1. si imparano sempre cose nuove leggendo questi post
    Alessandra
    www.alessandrastyle.com

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