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lunedì 29 giugno 2015

Fibromi uterini: sintomi cure e alimentazione


fibromi uterini (o miomi) sono dei tumori benigni che colpiscono molte donne, soprattutto tra i 35-40 anni. Soni piuttosto comuni: ne soffrono tra il 30 ed il 50% delle donne in età fertile. Molte pazienti scoprono il fibroma solo per caso con una normale visita ginecologica di controllo, altre ci convivono senza averne consapevolezza, in quanto non sempre manifestano dei sintomi.
Spesso non danno particolari problemi e si può anche evitare di trattarli. In altri casi, invece, presentano una sintomatologia spiacevole e necessitano di cure. Da non sottovalutare il ruolo dell’alimentazione delle medicine naturali.

Come individuare allora i miomi? Quando è necessario toglierli con un’operazione?






I Sintomi
Nella maggior parte dei casi il fibroma all’utero è asintomatico, ma molto spesso dipende dalla posizione e dalla grandezza che lo caratterizza. Infatti, i sintomi possono essere diversi a seconda che il fibroma sia esterno, peduncolato, intramurale o sottomucoso, di pochi millimetri di dimensioni o grande più centimetri.
I sintomi più comuni sono: dolore durante i rapporti sessuali, sanguinamento, mestruazioni abbondanti e ciclo lungo, dolore al basso ventre, ma anche complicazioni in gravidanza, aborti spontanei, mal di schiena e stimolo continuo alla minzione, in presenza di fibromi particolarmente grandi a tal punto da premere sulla vescica. 
Quando é il caso di asportarli e quando no, viene generalmente comunicato dal proprio ginecologo in base alla grandezza e/o posizione del mioma e prossimità ad una eventuale gravidanza, in quanto i miomi in gravidanza sono uno dei principali fattori di aborti spontanei.  A volte si procede anche con la biopsia perché in casi (rarissimi) il mioma può evolvere in un tumore maligno.



Le cause

Non sono ancora chiare le cause dei fibromi uterini e neppure perché la loro presenza negli ultimi dieci anni sia diventata molto più frequente che nel passato. Tra le cause principali vi é quasi sicuramente una familiarità genetica, ma può influire anche la componente ormonale. Sembra inoltre essere correlata anche una certa incidenza di stress e disturbi emotivi. 
Le cure naturali possono mirare a ripristinare l’equilibrio ormonale ed a controllare lo stress, ma in alcuni casi é comunque necessaria l'esportazione. 

Le cure e l’asportazione

La terapia è molto diversa a seconda dei casi e può comprendere farmaci (in genere la pillola anticoncezionale), l’embolizzazione dei fibromi uterini, il trattamento con gli ultrasuoni, la resezione del fibroma tramite laparotomia o laparascopia o isteroscopia, o addirittura l’isterectomia totale (ovvero l’asportazione dell’utero nei casi più seri). Questa ipotesi è veramente rara e si tende ad evitarla nelle donne in età fertile perché può provocare una menopausa precoce (chirurgica). 
Se fino a qualche anno fa il fibroma uterino poteva essere esportato solo con la chirurgia tradizionale, da qualche anno la sua esportazione avviene per via laparoscopica in anestesia totale, che permette di di avere solo pochi giorni di degenza e riprendere la vita normale già dopo una settimana dall'operazione. Solo nei casi più gravi si ricorre all’isterectomia con la totale asportazione dell’utero
Le medicine naturali possono supportare la donna anche in queste fasi, come coadiuvanti alle cure convenzionali per i fibromi uterini. 


Alimentazione e cure naturali

Nonostante possa sembrare strano, anche l’alimentazione sembra avere una certa importanza quando si parla di fibromi uterini, poichè è utile per mantenere il quadro ormonale della donna in perfetto equilibrio, tenendo sotto controllo il peso corporeo ed il giusto rapporto tra massa magra e massa grassa. 
Perdere peso è uno dei passaggi principali, in quanto i chili in eccesso favoriscono lo squilibrio ormonale, senza contare che in casi di eccessivo sovrappeso non é possibile effettuare l'intervento chirurgico per via laparoscopica, dovendo ricorrere alla chirurgia tradizionale.
Laddove inoltre il fibroma provochi mestruazioni abbondanti e spotting, sarà importante seguire un’alimentazione ricca di ferro, vitamine del gruppo B ed acido folico (carni rosse, verdure a foglia verde scuro, legumi, latte e derivati).
Molti esperti concordano nell’importanza di eliminare le quantità di xenoestrogeni che vengono ingerite abitualmente ad esempio attraverso pesticidi ed altre sostanze presenti sulla frutta e sulla verdura, ma anche gli ormoni contenuti nel latte e nella carne, preferendo prodotti biologici come la soia. Alcuni suggeriscono anche una rigorosa dieta biologica macrobiotica, ma questo può facilmente portare ad un eccesso di carboidrati, che crea altri problemi per l’equilibrio ormonale. É comunque sempre consigliabile parlarne con uno specialista. 

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