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sabato 6 giugno 2015

Dati e nuove tecniche laser per interventi alla tiroide


Neuromonitoraggio (neuromonitoring) e fotoablazione laser per la chirurgia della tiroide: il Dipartimento di Scienze Chirurgiche della Seconda Università di Napoli ha organizzato il workshop Energia in chirurgia, la luce come strumento rivelatore e la luce come strumento terapeutico, a cura del Professor Domenico Parmeggiani. Venerdì 29 maggio a Napoli all’Hotel Capodimonte dalle 9 alle 18 chirurghi, docenti universitari, rappresentanti del management sanitario provenienti da tutta Italia hanno presentato studi e discusso dei principali protocolli chirurgici, con un focus speciale dedicato alle nuove tecnologie per interventi alla tiroide, e in particolare al complesso panorama delle energie in sala operatoria. Partecipano: Francesco Corcione Presidente Scuola Scosità Italiana di Chirurgia, Giseppe Paolisso Rettore SUN, Silvestro Canonico Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia SUN, Giovanni Persico Direttore Genare AOU Federico II.






La SUN è stata la prima Università in Italia insieme a quella di Varese ad applicare il monitoraggio intraoperatorio del nervo laringeo ricorrente nella chirurgia della tiroide. Questa metodica, attraverso uno speciale sistema di elettrodi, guida il chirurgo nell’identificazione, non sempre facile, del nervo. “Nelle patologie a maggior grado di complessità chirurgica – spiega il Professor Parmeggiani – tra le possibili conseguenze di un intervento alla ghiandola della tiroide, c’è il rischio dell’alterazione del timbro della voce, dovuto alla lesione del nervo laringeo che sovrintende alla funzionalità delle corde vocali. Il neuromonitoring è il sistema non invasivo che permette al chirurgo di preservare i nervi durante l’operazione”.  


Sono state illustrate nuove tecniche e interessanti dati relativi alla chirurgia della tiroide come il trattamento fotoablativo laser dei noduli, che impiega un innovativo laser in grado di trattare per via percutanea e sotto guida ecografica quasi tutte le principali patologie nodulari della tiroide di interesse chirurgico. Fanno eccezione solo le patologie tumorali maligne, trattate con questa tecnica solaente in Cina. La fotoablazione laser in particolare è una metodica eseguita in anestesia locale, in ambiente protetto, in regime di Day Surgery e in un Centro con personale medico dedicato alla della tiroide. Ha un eccezionale compliance da parte dei pazienti, che senza alcuna incisione, in circa 15’ e con solo un paio d’ore di osservazione possono ottenere ottimi risultati. Lo studio del Professor Parmeggiani evediznia: riduzione in un anno dei fenomeni compressivi nel 44,4% dei pazienti trattati. Riduzione volumetrica media del nodulo del 56% (dopo 2 trattamenti, del 39% dopo 1 trattamento). Riduzione dell’antitiroideo nel 96,6% e sospensione nel 70% (dopo 2 trattamenti, del 72% e 51% rispettivamente dopo 1 trattamento). Nel trattamento dei noduli caldi iperfunzionanti. Complicanze minori e reversibili inferiori al10% (dolore, febbre, ematoma, piccole ustioni). Questi ultimi dati verranno discussi anche al prossimo Congresso della Società Italiana di Chirurgia Ambulatoriale e Day Surgery che si terrà a Melizzano, provincia di Benevento, dal primo al quattro luglio, organizzato dal Professor Massimo Agresti a dal professor Parmeggiani che curerà una sessione dedicata alla “Light Surgery”. 





CREDITI: FOTO CARMINE LUINO 2015

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