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lunedì 20 aprile 2015

Iperfagia: cos'è e come si cura


L’iperfagia è un disturbo del comportamento alimentare simile alla bulimia che prevede l’assunzione eccessiva di alimenti, una voglia di cibo compulsiva e incontrollata che spinge a mangiare molto più del necessario a tavola e a concedersi un po' troppo spesso spuntini maxi fuori programma, pur non avendo fame, le cui cause vanno rintracciate in dei disagi psicologici, che possono anche essere di natura inconscia, alterazioni metaboliche, stati d’ansia, ipoglicemia. 






Si tratta di un vero e proprio rapporto malsano con il cibo, caratterizzato da aumento della sensazione di fame e dell’appetito anomalo, frequente e continuo. Un aumento che costringe chi soffre di iperfagia a non controllarsi davanti al cibo pur non avendo fame, mangiando troppo e troppo spesso  in modo eccessivo, sia durante i pasti che nel resto della giornata e perfino di notte e provando spesso vergogna per la mancanza di auto controllo. A differenza della bulimia, vi è l’assenza di vomito autoindotto, portando, quindi, con il passare dei mesi, al sovrappeso o all’obesità.

Le possibili causeSono molte le possibili cause correlate, più o meno direttamente, all’iperfagia e vanno rintracciate quasi tutte in delle motivazioni di carattere psicologico. Il rapporto con il cibo, infatti, è spesso la manifestazione di disagi interiori non espressi, che si manifestano attraverso dei comportamenti ossessivi. Tra le cause possibili vi può essere lo stress e l'ansia incontrollata, disagi psicologici, un modo sbagliato di relazionarsi con gli altri o delle forme di non accettazione di se stessi, presenti nella mente del soggetto anche solo a livello inconscio. La malattia può essere influenzata anche da alcune alterazioni di carattere fisico, quali patologie e squilibri endocrini e metabolici come la sindrome premestruale, l’ipertiroidismo e l’ipoglicemia. Può essere anche una manifestazione precoce di chetoacidosi diabetica, una complicanza del diabete, che si verifica quando, in mancanza di glucosio, le cellule cominciano ad utilizzare gli acidi grassi per ottenere energia. Altre cause possono consistere nell’assunzione di alcuni farmaci, come gli antidepressivi triciclici, i corticosteroidi, o di sostanze, come la cannabis.




Le cure utili

La cura per l’iperfagia dipende dallo stato e dalla gravità del problema. Se il disturbo è leggero, si potrebbe provare a risolverlo adottando alcuni piccoli accorgimenti durante i pasti, come per esempio, provare a mangiare lentamente o posare nel piatto la forchetta dopo ogni boccone, per avvertire più velocemente un senso di sazietà, masticare cibi solidi e non assumere eccessivamente alimenti liquidi. O ancora mangiare cibi poco calorici, che però ci saziano, come ad esempio, la frutta e la verdura, che possono essere assunte anche come spuntini fra un pasto e l’altro.
Se il problema è grave e sfugge completamente al controllo della persona, potrebbe essere utile il supporto psicologico per una terapia di carattere cognitivo-comportamentale che possa aiutare a prendere consapevolezza delle cause che stanno alla base del problema, come un trauma psicologico o una depressione ed aiutare il paziente a riacquistare fiducia in se stesso e risolvere i propri disagi inespressi fino a risolvere il problema.
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