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giovedì 23 aprile 2015

Expo 2015: quali cibi provare e il passaparola



Il 1 maggio partirà ufficialmente l'Expo di Milano, il più grande evento mondiale sulla nutrizione.
Ci saranno padiglioni e alimenti di tutte le nazioni ma, quali sono i cibi che verranno assaggiati più di tutti? E' quanto si è chiesto in un sondaggio svolto su quasi 9000 italiani. I cibi che avranno più fortuna ad Expo saranno quelli che verranno diffusi attraverso il passaparola: assaggiati prima e consigliati poi. È questo quel che emerge dal sondaggio recentemente effettuato da trnd, la community di marketing collaborativo più grande d’Europa, su quasi 9.000 italiani concentrati nella fascia 25 – 50 anni. Ma vediamo i dati nel dettaglio.





L’importanza del passaparola in fatto di cibo è un dato che emerge prepotentemente: quando vogliamo sperimentare nuove cucine internazionali gli amici sono la nostra prima fonte di informazione con il 93% delle preferenze. Se un padiglione Expo avrà più successo di un altro sarà quindi merito del passaparola? Quel che è sicuro e che il cibo attira cibo: è proprio a tavola il momento in cui si parla più di alimenti e in cui si danno consigli. Pasta, pizza, sushi e tacos battono gli idoli del calcio e gli scandali politici, ma anche il gossip, l’attualità e l’economia: gli italiani a tavola pensano solo al cibo.






Dal sondaggio emerge poi che la fiducia verso le persone che conosciamo personalmente è quella che ci spinge maggiormente nelle scelte dei cibi che acquistiamo. Quando si tratta di scegliere nuovi prodotti infatti, solo il 9% si affida ai programmi televisivi, il 17% al medico di fiducia, il 28% alle opinioni di altri su internet e ben il 43% si affida alle opinioni di persone che conosce. La fiducia nel prossimo pare proprio essere il nuovo motore dell’economia.



E non c’è poi troppo da meravigliarsi: da sempre gli individui sono spinti dalla necessità di esprimere il loro parere ad altre persone e quando si tratta di prodotti sono capaci di diffondere un messaggio di marca semplice e sincero, in grado di convertire la loro cerchia di conoscenti in potenziali nuovi acquirenti del brand proposto. La cosa è sostenuta da numerose fonti tra cui una ricerca del Journal of Marketing Research per cui il passaparola è almeno 10 volte più efficace della pubblicità[1] e da numerosi studi che parlano del trust come nuovo motore dell’economia.


Ma quando si parla di cibo, a noi italiani, oltre il consiglio, piace la prova. Nel sondaggio viene infatti confermata la tipicità italica del cibo come momento aggregativo; i dati in proposito dicono che ci piace cucinare per amici e parenti (93% degli intervistati) e invitare gente a casa per far assaporare le prelibatezze cucinate da noi (88%). Ci sentiamo insomma tutti un po’ Cracco e Bastianich.







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[1] Andrew T. Stephen, Jeff Galak (2012) The Effects of Traditional and Social Earned Media on Sales: A Study of a Microlending Marketplace. Journal of Marketing Research: October 2012, Vol. 49, No. 5, pp. 624-639.


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