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martedì 10 marzo 2015

Allergie e intolleranze alimentari


Quanti di noi si domandano quali siano i cibi che più facilmente possano dare origine ad allergie o intolleranze alimentari, e  come possano essere sostituiti da cibi della stessa gradevolezza e aspetto, ma che non diano problemi? E quali sono i sintomi dell’insorgere di una crisi allergica e cosa si debba fare in tal caso prima di chiamare il 118?
L'argomento è stato affrontato mercoledì 4 marzo nell’Auditorium dell’Acquario di Genova con l’ottavo incontro del ciclo “L’alimentazione e la vita” organizzato dagli Amici dell’Acquario in collaborazione con l’Acquario stesso, con l’Università di Genova e con Slow Food dal titolo Allergie e intolleranze alimentari!”.
I relatori dell'evento sono stati la dottoressa Paola Minale dell’Unità Operativa Complessa di Allergologia IRCCS San Martino e Giancarlo Marabotti del Comitato Condotta Slow Food “Giovanni Rebora” di Genova.






L'allergia alimentare interessa circa 2-4% della popolazione generale, con maggiore incidenza nella età pediatrica dove è interessato il 6-8% dei lattanti e il 3-5% dei bambini fino agli 8 anni circa. 
La prevalenza dell'allergia alimentare nel mondo occidentale è in aumento, in particolare per quanto riguarda la manifestazione clinica più grave, la anafilassi da cibo.
Si parla di allergia alimentare per indicare una reazione immunologica verso proteine alimentari normalmente tollerate. Sono in causa le IgE, anticorpi specifici della reazione allergica; esistono anche forme di allergia alimentare non IgE-mediata.

Allergie e intolleranze alimentari non sono sinonimi; si tratta di due patologie ben distinte, che presentano sintomi comuni. I due termini, allergia ed intolleranza, indicano due modalità differenti dell'organismo di reagire a sostanze estranee.



Per allergia si intende una reazione anomala del sistema immunitario che si esprime con la produzione di IgE; può presentarsi con sintomi lievi o gravi, fino ad arrivare allo shock anafilattico. Le allergie alimentari sono più' comuni nei primi 3 anni di vita, ma si possono presentare a qualsiasi età. La maggior parte delle reazioni allergiche sono da imputarsi a un numero relativamente piccolo di alimenti: latte vaccino, uovo, soia, grano, arachidi, noci, pesce e molluschi. Per tali alimenti la Comunità Europea ha imposto l’obbligo di segnalazione nelle lista degli ingredienti degli alimenti in commercio.
I sintomi della allergia alimentare coinvolgono diversi apparati con manifestazioni cutanee, ad esempio orticaria e/o angioedema, dermatite atopica, sindrome orale allergica, o con sintomi gastrointestinali come le coliche infantili, la nausea, il vomito, la diarrea, il dolore addominale, o ancora sintomi a carico delle vie aeree superiori e inferiori come la rinite, o l'asma. In alcune situazioni si può verificare l'interessamento improvviso e contemporaneo di cute, apparato gastrointestinale, apparato respiratorio e circolatorio con un quadro di  anafilassi che rappresenta la manifestazione più' grave di allergia alimentare, e può portare alla morte in maniera rapida ed improvvisa.
L' allergia alimentare costituisce la prima causa di anafilassi in età pediatrica, e nell’ultimo decennio si è osservato un aumento di circa 7 volte nei bambini tra 0 e 15 anni; rappresenta inoltre la seconda causa di anafilassi nell’adulto.
Negli ultimi anni è aumentata l'incidenza delle allergie alimentari nei bambini in età scolare, aumentando così la probabilità, da parte del personale scolastico, di dover gestire studenti a rischio di gravi reazioni. E’ dimostrato come un adeguato inquadramento dei bambini con allergia alimentare, ed un protocollo con istruzioni dettagliate per le scuole, sia in grado di ridurre in modo molto significativo l'incidenza dell'emergenza nella comunità' scolastica. 
Si può essere allergici a qualsiasi proteina allergenica, ma i cibi che più frequentemente danno reazioni allergiche sono stati ormai individuati e classificati come allergeni. 
Vediamoli nel dettaglio.

Allergeni:

1.  cereali contenenti glutine cioè:
grano (farro e grano khorasan) segale, orzo, avena, o i loro ceppi ibridati e prodotti derivati
tranne:
a) sciroppi di glucosio a base di grano, incluso destrosio
b) maltodestrine a base di grano
c) sciroppi di glucosio a base di orzo;
d) cereali utilizzati per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola.              
2. crostacei e prodotti a base di crostacei

3. uova e prodotti a base di uova

4. pesce e prodotti a base di pesce, tranne:
a) gelatina di pesce utilizzata come supporto per preparati di vitamine o carotenoidi;
b) gelatina o colla di pesce utilizzata come chiarificante nella birra e nel vino

5. arachidi e prodotti a base di arachidi

6. soia e prodotti a base di soia, tranne:
a) olio e grasso di soia raffinato
b) tocoferoli misti naturali (e306), tocoferolo d-alfa naturale, tocoferolo acetato d-alfa naturale, tocoferolo succinato d-alfa naturale a base di soia
c) oli vegetali derivati da fitosteroli e fitosteroli esteri a base di soia;
d) estere di stanolo vegetale prodotto da steroli di olio vegetale a base di soia

7. latte e prodotti a base di latte (incluso lattosio), tranne:
a) siero di latte utilizzato per la fabbricazione di distillati alcolici, incluso l’alcol etilico di origine agricola;
b) lattiolo (ndr, zucchero derivante dalla riduzione del lattosio)

8.  frutta a guscio, vale a dire:
a) mandorle (amygdalus communis l.),
b) nocciole (corylus avellana),
c) noci (juglans regia), noci di acagiù (anacardium occidentale),

La celiachia è una reazione avversa a cibo, dovuta a un meccanismo di autoimmunità.
Spesso la malattia celiaca risulta associata ad altre patologie autoimmuni, come ad esempio la tiroide autoimmune. La diagnosi tempestiva e la corretta terapia consentono di prevenire le complicanze. 
La dietoterapia rappresenta il cardine del trattamento  e consiste nell’esclusione completa di tutti i cereali contenenti il glutine e la loro sostituzione con alimenti dietetici privi di tale frazione proteica. La non osservanza della dieta, anche per esposizione a quantità minime di glutine, porta ad una riattivazione della malattia, portando nel tempo a gravi danni sulla salute.


Per intolleranza, invece,  si intende la reazione anomala dell'organismo ad una sostanza estranea, non mediata dal sistema immunitario. L'intolleranza alimentare è determinata da una carenza di enzimi digestivi, o da meccanismi farmacologici o tossici (ad esempio: intolleranza allo zucchero del latte, lattosio, o lo zucchero della frutta, fruttosio). Tra le intolleranze alimentari, l’intolleranza al lattosio, legata ad un deficit enzimatico, è la più diffusa dal punto di vista epidemiologico. Queste condizioni di intolleranza, pur essendo frequenti e fastidiose, non determinano un rischio grave per la salute.


Allergie  alimentari e celiachia sono in continuo aumento, e rappresentano un grave rischio per la salute degli individui interessati. Gli accessi in Pronto Soccorso per gravi reazioni a cibo sono vertiginosamente aumentati negli ultimi 10 anni nella regione Liguria.



NUMERI
La diffusione dell’allergia alimentare è circa del 6% nei bambini, e del 3 % negli adulti. In Liguria è possibile ipotizzare che circa 50.000 persone sono affette da allergia alimentare. Nella città di Genova al momento sono censiti un centinaio di bambini con allergia alimentare grave, a rischio di anafilassi. Ogni anno avvengono circa tre decessi per allergia alimentare in Italia.
La celiachia ha una prevalenza di circa l’1%, ed è quindi ipotizzabile la presenza di circa 16.000 soggetti celiaci in Liguria.

PROGETTO GAIA EAT SAFELY LIGURIA
Per  i soggetti allergici o celiaci, evitare di mangiare cibi che contengano l’allergene incriminato - anche in quantità minime- rappresenta oggi l’unica certezza di tutela della salute. Questa limitazione  condiziona la vita sociale degli individui e, per i suoi aspetti sanitari, ha dei costi anche per la società. 
Per migliorare la qualità di vita dei soggetti affetti da allergia e intolleranza alimentare, la Comunità Europea ha imposto normative all’industria ed alla distribuzione alimentare, affinché vi sia la massima chiarezza nella commercializzazione e distribuzione degli alimenti, evitando anche  i rischi connessi alla presenza di allergeni alimentari nascosti. 
La normativa che è entrata in vigore dal 13 dicembre 2014, presenta un’ importante novità, e cioè l’ indicazione di segnalare la presenza degli allergeni anche negli alimenti distribuiti dalla ristorazione collettiva, pubblica e privata.

La Regione Liguria ha già da tempo attivato un programma di controllo ufficiale per la rilevazione degli allergeni negli alimenti, e della idoneità degli alimenti destinati a soggetti allergici e celiaci, ed in considerazione dell’entrata in vigore del Regolamento  UE 1169/2011 ha ritenuto opportuno potenziaro condividendo ed implementando le iniziative volte alla prevenzione di allergie, intolleranze alimentari e celiachia, consentendo un’omogenea diffusione sul territorio Regionale. Per questo è  nato il Gruppo di collaborazione Allergie ed Intolleranze Alimentari, GAIA, che costituisce un cluster  multi-disciplinare e multi-professionale, per dare una risposta globale e integrata alle esigenze di soggetti affetti da una diversità, come quella delle allergie alimentari, intolleranze  e celiachia.


Essere affetti da  allergia o intolleranza alimentare o essere celiaci rappresenta  un grande peso per il soggetto interessato e per la sua famiglia, ed ha dei costi anche per la società.          

Sebbene la quantità di un allergene capace di causare una reazione possa variare, essa può essere anche estremamente piccola (milligrammi). Anche una  piccola quantità dovuta a una  contaminazione, può scatenare una reazione allergica o riattivare la celiachia. Considerata la serietà della situazione e i rischi in cui si può incorrere, è importante vigilare ed attuare  delle misure adeguate nella manipolazione degli alimenti destinati al consumatore finale.

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