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venerdì 11 aprile 2014

I brividi fanno dimagrire



Un recente studio pubblicato su Cell Methabolism da un gruppo di ricercatori americani dell'Istituto nazionale del diabete e malattie digestive e renali, negli Stati Uniti, afferma che le temperature da brivido aiuterebbero a perdere pancia, fianchi e chili di troppo, in perfetta antitesi rispetto a chi è convinto che sudare faccia dimagrire. 

Niente allenamenti hot, quindi, nelle palestre, dove l'ultima moda  è fare esercizio fisico a temperature elevate per smaltire più calorie. Per dimagrire, secondo questi studiosi,  basta solo un poco di freddo. La loro ricerca ha messo in luce che rabbrividire rilascia un ormone, che si chiama irisina, che stimola il tessuto grasso a produrre calore, in modo che il corpo possa mantenere la sua temperatura interna. Questo stesso ormone viene prodotto anche dal muscolo durante l'esercizio fisico. I risultati dimostrano che l'atto di rabbrividire produce calorie, bruciando il grasso bruno e migliorando il metabolismo. Proprio come accade con una sessione in palestra.





Attraverso numerosi test su un gruppo di volontari sani, Celi e i suoi colleghi hanno scoperto che la irisina, prodotta quando si rabbrividisce, viene rilasciata in proporzione all'intensità dei brividi. Inoltre la quantità secreta dall'organismo come risultato del brivido è simile a quella frutto dell'esercizio. Il team ha anche scoperto che quando le cellule adipose umane in laboratorio sono trattate con FNDC5, un precursore dell'irisina, le cellule hanno bruciato più energia e rilasciato più calore. "Questa ricerca può rivelare perché l'esercizio fisico aumenta la secrezione di un ormone che aiuta il corpo a mantenere la sua temperatura interna", conclude Celi e perchè l'esercizio fisico fa sentire il corpo più caldo. Inoltre a partire dai brividi si può studiare una nuova strategia anti-obesità. "Forse abbassare il termostato durante i mesi invernali potrebbe aiutare sia il bilancio domestico che il metabolismo", conclude Celi.



Lo studio è stato coordinato da Francesco Saverio Celi, un ricercatore italiano che lavora all'estero, e conferma quanto era precedentemente emerso da una ricerca simile condotta dall'Università di Maastricht e coordinata dal dottor Wouter van Marken Lichtenbelt.




Secondo i ricercatori olandesi non solo l'esposizione alle basse temperature può ridurre l'obesità, ma permette alla lunga all'organismo di rispondere meglio al cambiamento di temperatura dell'aria e agli shock termici. La ricerca, pubblicata dalla rivista "Trends in Endocrinology and Metabolism", presenta inoltre una serie di indicazioni sugli stili di vita che andrebbero cambiati per combattere l'epidemia di obesità. L'équipe olandese ha coinvolto un gruppo di volontari, che si sono esposti a una temperatura molto basse per diverse ore al giorno in indumenti intimi. Dopo i primi tremori, si sono sentiti sempre più a proprio agio, generando il calore necessario per non battere i denti, sintomo evidente dell'attivazione dei tessuti adiposi "bruni".






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