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venerdì 9 agosto 2013

Dimagrire con gli interventi chirurgici?


E' di qualche settimana fa la notizia dell'ennesimo decesso in seguito ad un intervento di riduzione dello stomaco e vorrei approfittarne non solo per condividere con voi questo tragico evento, ma anche per fare luce su questi interventi di riduzione delo stomaco, che molti sperano essere la soluzione rapida ai loro problemi di peso.

Ma iniziamo dalla notizia recente del decesso di  Laura Cavuoto, la ragazza di Tufara Valle, deceduta poche ore dopo essere stata sottoposta ad intervento di riduzione dello stomaco, presso il Secondo Policlinico di Napoli e che avrebbe compiuto 25 anni il prossimo 20 agosto. 




Laura era una ragazza piena di vita e nonostante le rinunce alimentari, non riusciva a perdere peso. Non ho notizie su quanti tentativi abbia fatto con le diete tradizionali, ma suppongo tanti. In ogni caso si era convinta che l’unica soluzione per dimagrire fosse la riduzione delle dimensioni dello stomaco senza chirurgia: se lo stomaco è piccolo, basta poco cibo per sentirsi sazi.
 
Si è così sottoposta all'intervento, ma già dopo qualche ora da che è uscita dalla sala operatoria, comincia ad avvertire dei dolori ed accusare difficoltà respiratorie. I parenti chiedono l’intervento dei sanitari: «Laura invocava aria - dice il fratello Ettore -, ci hanno risposto che la situazione di mia sorella rientrava nella normalità del decorso post operatorio». Le difficoltà della ragazza, però, non accennano a svanire, ha bisogno di respirare con l’ausilio dell’ossigeno. Interviene il medico di guardia, la situazione però precipita e Laura non si riprenderà più, spira alle prime ore della notte. Voleva perdere peso, ci rimette la sua giovane vita.


Questo purtroppo non è il primo caso di decesso post operatorio. 
Ricordiamo  la notizia dello scorso anno della morte di Debora Fiorentini, la donna mantovana di 34 anni madre di due bambine, morta in una clinica privata di Verona mentre veniva sottoposta a un intervento chirurgico per l’applicazione di un bendaggio gastrico.

Questi interventi nella maggior parte dei casi riescono bene ed hanno aiutato molte persone ad uscire da una grave obesità ma...

E' un dimagrimento duraturo? O lo stomaco un pò alla volta ritornerà quello di prima?

Purtroppo la riduzione dello stomaco non risolve il problema a vita ed il peso può tornare ad aumentare, perchè lo stomaco si forma di nuovo. Questo tipo di intervento deve essere abbinato quindi ad una successiva rieducazione alimentare, perchè, è vero che dopo l'intervento lo stomaco è più piccolo e si tende a mangiare di meno, ma se si continua a mangiare in modo sconsiderato, nel giro di qualche anno lo stomaco si riforma e l'intervento risulta essere stato vano. Addirittura se si prediligono liquidi ipercalorici l'aumento può avvenire anche subito.
La preparazione pre e post operatoria in questo caso, anche psicologica, è fondamentale, non tutti i soggetti potrebbero trarre benefico da quest'intervento.
Ho notato purtroppo, dal racconto di alcuni pazienti, che molto spesso questi interventi vengono proposti con leggerezza, a persone che non avevano ancora provato seriamente con la dieta tradizionale o che non avevano le caratteristiche necessarie per un approccio così drastico. Mi è stato anche raccontato, da alcuni loro familiari, di persone a cui è stato fatto intendere di ritornare a fare richiesta dell'intervento, quando il peso avrebbe superato quel dato valore, altrimenti altrimenti non si era candidabili. 

Esaminiamo la situazione.

Innanzitutto, è universalmente riconosciuto che per decidere di fare un passo del genere bisogna essere ad un grado di obesità veramente elevato, inoltre devono essere presenti altri fattori di rischio per la salute, che messi insieme determinano un quadro seriamente a pericoloso. Per questo motivo è necessario consultarsi con medici attenti e responsabili. 



Per chi è solo leggermente obeso, un obesità di primo grado e per il resto è ancora in buona salute, il modo migliore per dimagrire rimane sempre una dieta sana ed equilibrata, seguita da uno specialista della nutrizione.

In casi di rischio per la salute oltre che per il grado alto di obesità anche per la presenza di altre patologie (cardiovascolari, diabete, etc.), studi pubblicati su giornali autorevoli hanno dimostrato che la perdita di peso dopo un intervento di chirurgia bariatrica è associata ad una  diminuzione della mortalità rispetto a coloro che rimangono obesi. In questi casi, dove si è visto che con la dieta tradizionale non si riesce a fare molto e velocemente, è come sostituire una mortalità  purtroppo a breve termine, con una molto migliore. Per queste persone, il rischio chirurgico ritengo ha un senso. 

In alcuni casi, la riduzione dello stomaco non è la scelta più adatta, esistono 3 tipologie di interventi chirurgici per perdere peso:  



1) GASTRORESTRITTIVI
Questo tipo di intervento riduce letteralmente le dimensioni dello stomaco. In questo modo, con uno stomaco più piccolo ci si riempie di meno, quindi si perde peso: lo stomaco può essere rimpicciolito con un’operazione irreversibile, oppure usando una banda di silicone. In questa categoria di intervento rientrano:
• Palloncino intragrastrico
• Bendaggio gastrico
• Gastroplastica verticale

2) GASTRORESTRITTIVI CON EFFETTI METABOLICI
Questi interventi riducono la capacità dello stomaco e provocano variazioni nell'assimilazione dei cibi. Sono operazioni molto impegnative per il paziente, perché invasive e irreversibili.
• Bypass gastrico e sue varianti.

3) MALASSORBITIVI
Questi interventi agiscono sui processi della digestione riducendo l'assorbimento del cibo.
• Diversione biliopancreatica
• Bypass biliointestinale

Pauline Potter - la donna più grassa del mondo
Il primo tipo garantisce un dimagrimento veloce, è meno invasivo ed è adatto a chi mangia solo nei pasti principali. Dopo, mantenendo una sana alimentazione, si manterranno i risultati velocemente raggiunti.

Il secondo tipo, detti anche misti, abbinano una componente gastrorestrittiva ad una malassorbitiva. Attraverso l'intervento si riduce la capacità meccanica dello stomaco e si salta il tratto iniziale dell'intestino, in modo da ridurre parzialmente l'assorbimento dei cibi. E' necessaria in questi casi l'integrazione di vitamine e minerali che vengono assorbiti nel tratto intestinale non più attivo. 

Il terzo tipo invece sono molto invasivi, si preferiscono nei casi in cui si prevede che il paziente non riesca a controllare l'alimentazione nemmeno successivamente all'intervento, perchè abituato a mangiare di continuo durante il giorno. In questi casi il mantenimento del peso è pressochè garantito, tutto quello che si mangia viene eliminato  con le feci dopo pochi minuti dall'ingestione e quasi ancora formato. Dal esso quindi non si assimila granchè, con conseguente rischio di dimagrire troppo e addirittura di malnutrizione. I casi di decessi per questa causa non sono stati pochi in questi anni.

Il mio consiglio è, prima di ricorrere a questa ultima spiaggia, di dedicarsi alla dieta anima e corpo, con tutto il supporto psicologico necessario.


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Dr. Davide Bianchini

7 commenti:

  1. Ma sì... dedichiamoci alla dieta anima e corpo.
    Ma lei sa realmente cosa si nasconde nell'anima di un grave obeso? Lo sa o non riesce a guardare più in là del suo "lavoro"?
    Guardi condivido anche in parte ciò che dice, se non lo dicesse solo come suo tornaconto. La chirurgia bariatrica è l'ultima spiaggia. E' l'ultimo paracadute su un aereo che sta precipitando (cito le parole di un Chirurgo) e il suo inizio è davvero sgradevole... intanto faccio una lista di casi sfortunati, di morti "bariatriche", poi vi di che lo stomaco torna come prima (ma chi l'ha detto poi?) ed infine metto una bella foto effetto shock che il 10 agosto fa sempre effetto... con la prova bikini ormai agli sgoccioli e poi chiudo con un fate la dieta. Caro dottore di obesità si muore. La grave obesità uccide. Più della chirurgia a cui si arriva per salvarsi la vita. Disperati. Sofferenti. E nessuna dieta funziona. Non prendiamoci in giro. Noi, ex obesi fuori e forse ancora obesi dentro, siamo almeno questo : ONESTI. Ed intelligenti.
    Chiara De Nardis

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  2. Vorrei obbiettare su un punto da voi espresso. Nella seconda tipologia di interventi chirurgici (by pass gastrico e sleeve) quello che mangiamo non viene eliminato dopo pochi minuti con le feci. Rimane tutto come prima dell'operazione, solo che, avendo lo stomaco di dimensioni più piccole, il cibo introdotto è limitato ma sufficente per una vita normale. Non c'è un malassorbimento come nel terzo tipo e non c'è pericolo di dimagrire troppo! Spero che in futuro, prima di scrivere di cose così importanti come la salute, vi informiate in modo più coscienzioso e approfondito!!!!!!!

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  3. Gentile anonimo numero 2, la ringrazio dell'avermi fatto notare l'imprecisione, ovviamente la gastrectomia verticale, già presente nel primo gruppo, non può essere presente nel secondo. La componente malassorbitiva del secondo gruppo riguarda il duodeno e parte dell'intestino tenue, a seconda del punto di congiunzione che viene scelto. Il malassorbimento è relativo a ferro, vitamina B12 e acido folico ed in alcuni casi anche calcio. Vistà l'ambiguità riformulerò la descrizione in modo più dettagliato.

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  4. Gentile sig.ra De Nardis, in verità so che, nell'animo di un obeso si nascondono le vere cause delle sue poco salutari abitudini alimentari. E' proprio per questo che ritengo che l'intervento non vada ad agire su queste "vere" cause, perchè di natura emotiva/comportamentale. L'esperienza mi ha fatto conoscere pazienti operati che, pur avendo perso oltre 80 kg, si avviavano ad una sindrome depressiva in quanto avevano perso la possibilità di compensare tutti i loro umori attraverso il cibo e non avevano un sostituto. Casi specifici a parte, se parliamo entrambi di interventi chirurgici come ultima spiaggia, non vedo come non possa condividere l'intento di evitarli fin quanto possibile. Prima di arrivare al punto di dover scegliere nella vita: "o questo o non si va avanti", auspicherei sempre di avere altre opportunità. Per questo motivo mi sono sempre impegnato e continuerò ad impegnarmi nel promuovere la sana alimentazione e l'equilibrio emotivo e fisico come soluzione alle patologie e come stile di vita appagante e vincente. Da quello che dice, credo che lei sia d'accordo con i contenuti dell'articolo più o meno su tutto, anche se forse non se ne è accorta. Deduco che la sua critica si rifà alle offensive e ridicole accuse di promuovere i miei interessi personali. Visto che non ci conosciamo, non sarebbe più opportuno lasciare gli aspetti personali al di fuori di questa discussione e rimanere sui contenuti? Sulla sua affermazione finale, sul fatto che è sicura al 100% che le diete non funzionano, la invito a fare una riflessione, provi a guardare a tutte quelle persone che l'hanno fatta e ci sono riusciti. Provi anche a pensare un attimo se non può essere questo modo di pensare forse la causa del fatto che poi la dieta non funziona? Ovviamente mi risponderà che il suo è un caso diverso. Provi, se ha tempo e voglia, a leggere qualcosa sul potere della mente, come il libro di Debora Conti "Giusto peso per sempre", le consiglio in particolare il capitolo 11: "grassi nella mente". Spero la trovi una piacevole lettura, crordialmente.

    Read more: http://www.dietabianchini.com/2013/08/dimagrire-con-gli-interventi-chirurgici.html#ixzz2bYZgwUI6

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  5. io sono stata operata 7 mesi fa con un intervento malassorbitivo(biliointestinale)proprio come ultima spiaggia,e dopo aver provato diete su diete con scarsi risultati, la decisione di operarmi è stata molta sofferta, x le conseguenze del dopo che ti cambia la vita, se l'ho fatto è solo x problemi di salute xchè non riuscivo piu a muovermi...e non è vero che si scende cosi velocemente, io come con le diete perdo poco, 2 chili al mese circa, facendo anche palestra e dieta ferrea...le complicazioni ci sono come tutti gli interventi, ma non x questo chi lo fa sceglie la via piu semplice...anzi è la piu complicata,,, ma almeno adesso con 20 chili in meno riesco a gestirmi da sola e ne sono felice, e ho ricominciato a stare in mezzo algi altri e a ritornare a vivere, anche se lentamente con pazienza ce la faro...

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  6. Egr. Dott. Bianchini, condivido in pieno le risposte della mia amica Chiara De Nardis...sono stata operata 4 anni fà di dbp, ho perso 70 kg dopo una vita di diete drastiche, seguite, sacrifici...di kg persi e ripresi il doppio... e solo ora posso dire di essere viva!! Si muore anche per togliere le tonsille (assurdo), ogni individuo è ha se. Ovviamente chi deve perdere 10 o 20 kg non si butta nella chirurgia bariatrica cerca altre strada...ma 50, 60, 70, 80 kg da perdere sono davvero tanti...e condivido il fatto che di interventi chirurgici su muore ma mi creda si muore anche di obesità...e si muore dentro....
    Cordialmente
    Cristina Marini

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    1. Scusate se mi intrometto...nella mia piccola esperienza posso dire che, dovendo perdere al massimo 20 25 chili mi è stata proposta la chirurgia bariatrica PIU' VOLTE come UNICA alternativa alle diete e in più occasioni. Non soffro di ipertensione, non ho il diabete, non ho problemi cardiovascolari, cuore a posto, polmoni a posto, transaminasi a posto, mi muovo senza difficoltà, nuoto, uso il tapis roulant senza morire di infarto....Non cederò mai ai ricatti di certi medici che ai miei no rispondevano piccati: LEI NON ARRIVA A 60 ANNI oppure BENE SIGNORA CONTINUI A MANGIARE, MANGIARE ACQUA SI INTENDE.. Massimo rispetto per chi intraprende la via dell'intervento chirurgico, auguro che sia la soluzione definitiva. Risultato: non seguo più diete da alcuni anni perchè se volessi un approccio diverso dalla chirurgia non saprei a chi rivolgermi, con amarezza un saluto a tutti. Grazie
      Deborah

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