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lunedì 3 giugno 2013

L'alimentazione per i bambini con deficit di attenzione e iperattività


Alcune persone mi hanno chiesto qual è l'alimentazione più adatta per i bambini con deficit di attenzione e iperattività (ADHD, Attention Deficit Hyperactivity Disorder).

Prima di parlare di ciò, però, vorrei spendere due parole per chiarire di cosa si tratta.
Con la definizione “Disturbi da deficit di attenzione/iperattività” (ADHD), proposta dal IV° Diagnostic and statistic Manual (DSM), si intende ”un disordine dello sviluppo neuropsichico del bambino e dell’adolescente, caratterizzato da inattenzione e impulsività/iperattività”.



Nello specifico, si distinguono tre forme cliniche: inattentiva, iperattiva e combinata.
Nel corso dello sviluppo lo stesso soggetto può evolvere da una categoria all’altra manifestando nelle varie fasi di età le tre differenti dimensioni psicopatologiche in modo variabile.
Uno studio del Kaiser Permanente Southern California ha dimostrato che in meno di 10 anni, dal 2001 al 2010, c’è stato un vero e proprio boom di diagnosi di bambini con sindrome da iperattività e con deficit di attenzione.

Durante quest’indagine sono state esaminate le cartelle di circa 850 mila bambini delle scuole elementari, tra i 5 e gli 11 anni, di provenienza diversa. Gli esperti hanno notato che quasi il 5% del totale, quindi più di 39mila bambini, hanno ricevuto una diagnosi di Adhd.
Il numero di bambini cui è stata diagnosticata l’ADHD (Disturbi da deficit di attenzione/iperattività) è passato da 500.000 nel 1985 a 11 milioni di oggi. Si tratta di una malattia recente, giovane. Proprio per questo motivo, non sono tanti gli studi che hanno affrontato questo problema e solo ultimamente si è creata anche una certa sensibilità medica a riguardo. 




Se i motivi che sono all’origine dell’aumento dei tassi di Adhd ad oggi non sono ancora ben compresi, una maggior conoscenza di questo disordine può essere utile.
Il disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività (ADHD) è definito come impulsività non consona all’età, scarsa concentrazione e iperattività fisica, difficoltà di apprendimento e incapacità di socializzare. 
I bambini affetti da questo disturbo, rispondono senza riflettere, non riescono quasi mai ad aspettare il proprio turno nelle attività quotidiane o nei giochi; spesso si lasciano coinvolgere in attività pericolose senza valutare adeguatamente le conseguenze, non riescono a star fermi, se seduti si muovono con le mani o i piedi, hanno frequentemente l’esigenza di alzarsi e muoversi senza uno scopo e un obiettivo preciso.
Tutti questi sintomi non sono causati da un deficit cognitivo (ritardo mentale) ma da difficoltà oggettive nell’autocontrollo e nella capacità di pianificazione. Sono persistenti in tutti i contesti e situazioni di vita del bambino, causando una limitazione significativa delle attività quotidiane.


Fatta la diagnosi, scatta subito l’utilizzo del farmaco, il metilfenidato, meglio conosciuto come RITALIN, che è uno stimolante del sistema nervoso centrale. Ha un effetto calmante, e riduce il comportamento impulsivo nei bambini affetti da ADHD anche se il suo meccanismo d'azione, alla stregua di molte altre anfetamine, è tuttora poco conosciuto mentre gli effetti collaterali sono ben noti. 

Una medicalizzazione troppo disinvolta, però,  non aiuta ed enfatizza tale problema, con effetti collaterali disastrosi. Per i genitori, gli insegnanti e altri specialisti che tutti i giorni sono a contatto con bambini e adolescenti vige l'obbligo di informarsi e approfondire con serietà una problematica spesso sottovalutata. In tutto questo, la via naturale di una corretta alimentazione e di una educazione responsabile si è dimostrata più efficace dei farmaci.
 
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Più volte abbiamo parlato dell'importanza di una sana e corretta alimentazione già a partire dalla prima infanzia per evitare casi di obesità infantile e più volte abbiamo detto quanto fanno male i junk food ed i cibi spazzatura dei fast food.
Lo stesso vale anche per i bambini che soffrono di deficit di attenzione ed iperattività.

Poiché non esistono esami di laboratorio o fisici adeguati, la diagnosi è formulata in base alla storia clinica dei sintomi e al comportamento. Si tratta dunque di una diagnosi soggettiva e, pertanto, in molti casi sorgono controversie sul concetto di normalità di comportamento, in particolare per individui di giovane età.

Molto spesso questo disturbo non è diagnosticato precocemente e trattato in età infantile e, pertanto, ne sono affetti molti adulti, inconsapevoli della loro patologia.


Istintivamente alcuni genitori iniziano a pensare che il problema sia associato al regime alimentare dei propri figli. Sanno che possono manifestare reazioni negative agli zuccheri o ad altri alimenti e si chiedono, dunque, se non siano semplicemente affetti da una forma di reazione eccessiva. Nella maggior parte dei casi questi genitori hanno perfettamente ragione. 

Come abbiamo già visto di recente, i cibi che mangiamo hanno un effetto diretto sul nostro stato d'animo e sui nostri modelli comportamentali.

Negli ultimi decenni la quantità di zuccheri, conservanti e coloranti nei cibi trattati industrialmente è gradualmente aumentato. Troppi bambini consumano cibi pronti. Poiché l’organismo in tenera età è particolarmente vulnerabile agli additivi contenuti in tali alimenti, non sorprende che in molti casi si sviluppi una reazione tossica. Talvolta tale processo si manifesta come comune allergia, ad esempio con rinorrea e orticaria; in altri casi, invece, insorgono disturbi comportamentali.


I bambini non hanno bisogno di farmaci che alterano la mente, bensì di una sana e corretta alimentazione e un’educazione responsabile.
L’Agenzia Europea dei medicinali (EMA) prende posizione e dichiara “Il comportamento correlato al suicidio e l’ostilità verso gli altri sono stati osservati in misura significativamente maggiore in bambini ed adolescenti trattati con tali psicofarmaci”.

I problemi attentivi e comportamentali sono ascrivibili a vari fattori. Alcuni studi hanno dimostrato che la frequente insorgenza di otiti ed il regolare uso di antibiotici, così come la nascita prematura, sono associate ad una maggiore possibilità di sviluppare il disturbo. 

In termini alimentari, tra i fattori determinanti vi sono additivi e allergie alimentari, allergeni ambientali e intossicazione da metalli pesanti (piombo, mercurio, alluminio). Inoltre, un cattivo funzionamento dell’apparato digestivo e un aumento della permeabilità intestinale accrescono la quantità di tossine metaboliche che compromettono la chimica celebrale. Carenze nutrizionali di acidi grassi essenziali, vitamine del complesso B, ferro, magnesio e altri minerali sembrano svolgere anch’esse un ruolo fondamentale. 



Tra gli alimenti da portare a tavola durante la settimana, importanti per vari aspetti, abbiamo il riso basmati integrale (da tenere in ammollo circa 1 ora prima della cottura), tutte le verdure a foglia verde, la melassa nera non solforata e la frutta secca (noci e mandorle). Bisogna invece limitare il consumo di zuccheri e farine raffinate, cole e bibite dolcificate e junk food che, come abbiamo visto la settimana scorsa, può portare ad aggressività, irritabilità ed allo svilupparsi di un carattere tendenzialmente violento.



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Fonte: http://www.cure-naturali.it/

27 commenti:

  1. sono d'accordo con il fatto che non ci sia per forza bisogno di farmaci...in America vengono prescritte come caramelle...poveri bimbi..

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  2. ho mille bambini nella mia famiglia, sono super attiviiiii :)

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  9. Un post davvero molto interessante d utile. Devo ritenermi fortunata, sono mamma di un bambino vivacissimo, ma che per fortuna si è calmato ultimamente ed ora è più semplice gestirlo!

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  10. Conosco bene l'argomento, mia madre è insegnante di sostegno, si occupa spesso di bambini con deficit d'attenzione e sa che la dieta e lo stile di vita sono fondamentali per questo tipo di fenomeni
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  11. Ottimo post!

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  12. ero sicuro che dietro l iperattività lo stress e il nervosismo c era sicuro un fattore alimentare !! grazie per questo bel post
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  14. Si ma alla fine cosa possono mangiare i bambini con la ADHD? Non c e scritto!!!

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    1. Buongirno Ica, forrse non hai letto l'articolo fino in fondo. Cmq, come ho scritto in calce all'articolo i bambini con ADHD possono mangiare il riso basmati integrale (da tenere in ammollo circa 1 ora prima della cottura), tutte le verdure a foglia verde, la melassa nera non solforata, la frutta secca (noci e mandorle) e cibi genuini in generale. Bisogna invece limitare il consumo di cibi già pronti o surgelati, zuccheri e farine raffinate, merendine confezionate, bibite gassate, bibite dolcificate e junk food (patatine fritte, panini del Mc Donald's, ecc.).

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    2. Mi sembra più un articolo contro i farmaci che a favore dei cibi citati, se posso permettermi il titolo è menzionato solo alla fine dell' articolo.. Tutta la mega introduzione di prima è una pesante critica ai farmaci. Non so quale sia il tuo titolo accademico ma ti consiglio di non divulgare cose senza approfondimenti scientifici, medici e biologici con annessa bibliografia. E se non hai mai incontrato tali individui con ADHD in contesti scolastici o sociali o familiari, ti suggerisco di non fare psicologia ingenua.
      Tra le altre cose vorresti veramente privare i dolci a dei bambini che non dovrebbero sentire il peso della disuguaglianza.. Non ci avevi pensato vero? A come possa sentirsi un bambino quando oltre a non riuscire ad avere bei voti a scuola è costretto a non mangiare con gli amichetti.. Mai sottovalutare ciò che le esperienze sociali provocano sul nostro futuro.. Uno studente di psicologia..

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    3. Gentile studente di psicologia, lei quindi consiglierebbe di far mangiare dolci e merendine anche a bambini con obesità di secondo grado? O a bambini con diabete? O ancora farebbe mangiare a bambini celiaci le stesse merendine contenenti glutine dei bambini "normali" solo per non farli sentire diversi?

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  15. Ma alla fine cosa possono mangiare i bimbi con la ADHD non c'è scritto!! Io ho una bimba di 11 anni e mangia come un lupo non riesco tenerla!!

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    1. Gentile sig.ra Filosi, come scritto nell'articolo, è consigliabile seguire una dieta sana ed equilibrata, che comprenda in particolare il riso basmati integrale, tutte le verdure a foglia verde, la melassa nera non solforata e la frutta secca (noci e mandorle). Bisogna invece limitare il consumo di zuccheri e farine raffinate, cole e bibite dolcificate e junk food

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