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lunedì 4 marzo 2013

Sei a dieta? Attenzione all'orario dei pasti!


Quando si vuole dimagrire, molto spesso non basta seguire le regole di una sana e corretta alimentazione, poichè anche l'orario dei pasti è importante!
L'ha dimostrato un recente studio del Brigham and Women's Hospital della Tuft University e dell'Università spagnola di Mursia, pubblicato sull'International Journal of Obesity, che ha evidenziato come coloro che sono soliti pranzare dopo le ore 15:00 dimagriscono meno e più lentamente di chi invece pranza solitamente intorno alle 13.00. Infatti, l'orario del pranzo influisce in maniera negativa sul metabolismo umano, perché va ad intaccare il ciclo circadiano dell’organismo, di cui abbiamo già parlato in "abbuffate natalizie e sindrome da jet lag".



--> Studiando il rapporto tra orario dei pasti e perdita di peso, i ricercatori hanno scoperto che chi è solito consumare il pasto principale della giornata dopo le tre del pomeriggio, ha maggiori difficoltà a dimagrire ed una minore sensibilità all'azione dell'insulina, aumentando il rischio di insorgenza del diabete
In pratica, a parità di apporto calorico e dispendio energetico, chi mangia più tardi nella giornata dimagrisce meno di chi invece mangia prima, come del resto si era già notato in una precedente ricerca sui topi di laboratorio durante la quale si era scoperto che quelli alimentati nelle ore notturne ingrassavano di più di quelli che invece mangiavano durante il giorno, anche se fino ad oggi non si sapeva se questo valesse anche per l'essere umano.


Allo studio hanno preso parte 420 spagnoli in sovrappeso (di cui il 49,5% di sesso femminile), divisi in due gruppi: i mangiatori cosiddetti "precoci", ovvero che pranzavano in un qualunque momento della giornata prima delle 15 (il 51% dei partecipanti) e quelli definiti "tardivi", che mangiavano dopo tale orario (il 49%) e sono stati messi a dieta per 20 settimane.  
Al termine delle 20 settimane, i ricercatori hanno poi osservato se la dieta aveva ottenuto effetti sui partecipanti.


Dai risultati è emerso che chi pranzava più tardi era dimagrito di meno rispetto a chi invece mangiava prima. Per accertarsi che l'effetto fosse dovuto realmente all'orario in cui si consumavano i pasti, i ricercatori hanno
--> controllato diversi parametri, come apporto calorico e composizione della dieta seguita, spesa energetica giornaliera, analizzato gli ormoni dell'appetito e la durata del sonno, senza trovare differenze rilevanti tra i due gruppi.
Gli individui che pranzavano tardi presentavano inoltre una minore sensibilità all'insulina, una caratteristica che rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo del diabete


«Questo è il primo studio su larga scala che permette di dimostrare come l’orario dei pasti influenzi la perdita di peso - spiega il professor Frank Scheer della facoltà di Medicina di Harvard e coordinatore della ricerca - e non a caso i nostri risultati evidenziano come chi mangia tardi ha un tasso di dimagrimento più lento e significativamente inferiore rispetto a chi mangia prima. Ecco perchè l’intervallo fra i pasti potrebbe essere un fattore importante in un programma dimagrante». 

Il concetto dello stacco temporale fra colazione e pranzo non superiore alle 3/4 ore, ci trova pienamento d'accordo, al pari del  dottor Gianfranco Beltrami, docente della facoltà di Scienze Motorie al'Università di Parma, «perché frazionando le calorie su cinque pasti, i tre principali e due spuntini, si evitano i picchi ipoglicemici e si ingrassa meno, tanto che alle persone che mi dicono di non poter mai pranzare prima delle 15 consiglio sempre di fare uno spuntino sostanzioso alle 10.30 e di mangiare meno a pranzo, così da distribuire le calorie in modo più uniforme.

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Gprecedenti studi avevano rilevato come, a parità di introito energetico, ci fossero sostanziali differenze nel dimagrimento a seconda che si mangi nella prima o nella seconda parte della giornata, perché nel primo caso il metabolismo è più elevato e si bruciano più calorie, mentre nel secondo è più rallentato e quindi si tende ad aumentare di peso. 

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A.P. 

Riferimenti: International Journal of Obesity Doi:10.1038/ijo.2012.229

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