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lunedì 18 febbraio 2013

Intolleranza al lattosio: scopriamo cos'è


Quante volte avete sentito dire che il latte fa bene alle ossa perchè contiene calcio e stimola l’assimilazione di Vitamina D?
Certe persone non potrebbero vivere senza latte, tante altre lo digeriscono con difficoltà o ne sono addirittura intolleranti.
L'intolleranza al lattosio (un carboidrato disaccaride contenuto nel latte e nei latticini) si manifesta quando il consumo di latte e latticini provoca disturbi gastrointestinali come gonfiore, crampi allo stomaco e saltuaria diarrea


La causa è da attribuirsi alla mancanza o alla riduzione degli enzimi deputati alla digestione del lattosio (uno zucchero contenuto nel latte e nei suoi derivati). 
Questi enzimi, presenti in una frazione particolarmente esterna del tratto intestinale detta "orletto a spazzola", prendono il nome di lattasi, hanno il compito di digerire il lattosio nei due zuccheri più semplici che lo costituiscono: il galattosio ed il glucosio. Il primo è essenziale per la formazione delle strutture nervose nei bambini, il secondo rappresenta il substrato energetico primario dell'organismo. 


Per essere digerito, il lattosio deve necessariamente essere scisso in glucosio e galattosio, altrimenti va' in fermentazione nell'intestino, con relativa produzione di anidride carbonica (CO2), ioni idrogeno (H2), metano (CH4) ed acidi organici, in pratica meteorismo, flatulenza e in alcuni casi anche diarrea.  

L'intolleranza al lattosio può essere in alcuni casi presente dalla nascita, per un difetto genetico, per questi la dieta di esclusione è l'unica soluzione. In altri casi invece si può verificare una intolleranza transitoria,  per la temporanea perdita dell'enzima, o della sua funzionalità. Le cause possono essere lesioni del tratto gastrointestinale o variazioni dietetiche repentine, o anche forti e prolungati attacchi di diarrea. 


La lattasi infatti è considerata un enzima inducibile, cioè, più lattosio introduciamo più aumenta di numero e quindi è più efficace la sua azione. Quindi se la dieta prevede soltanto una ridotta o poco frequente introduzione di latte e latticini, la quantità di enzimi presenti nell'organismo  potrebbe ridursi tanto da non poter più digerire nemmeno piccole quantità e farci diventare appunto intolleranti.




In presenza di una intolleranza secondaria al lattosio il primo approccio è di evitare latte e latticini per un periodo e successivamente re-introdurli un pò alla volta in piccole quantità,  poi aumentarli progressivamente in modo da stimolare la produzione di lattasi, fino a trovare la soglia di tolleranza o il recupero completo. In altri casi più fortunati infatti la perdita di funzionalità degli enzimi è data dall'irritazione intestinale che fa si che l'intestino ripieghi su se stesso, impedendogli di venire a contatto con "l'alimento". Qui bisogna fare molta attenzione, perchè con la dieta di esclusione cessa l'irritazione e si ripristina la normale fisiologia intestinale e quindi il normale funzionamento dell'enzima, che però, come detto sopra, se non viene più stimolato con la reintroduzione graduale del lattosio perde la sua efficacia facendo ripresentare l'intolleranza. Quindi conviene provare a reintrodurre gli alimenti dopo 1-3 mesi e non lasciarsi andare alle fobie.

 

Non esistono, allo stato attuale, terapie capaci di risolvere definitivamente questo problema; va però ricordato che l’intolleranza al lattosio, a differenza di altri tipi di intolleranze, come la celiachia, non è in grado di provocare danni al nostro apparato digerente, limitandosi a dare disturbi e fastidi che si esauriscono, senza conseguenze, quando si smette di assumere cibi contenenti lattosio. L’eliminazione degli alimenti contenenti questi zuccheri è l’unica strada percorribile per ridurre l'intolleranza. Bisogna però fare attenzione a non incorrere nell’errore di togliere drasticamente tutti i tipi di formaggi, latte e derivati dalla nostra dieta, perchè negli stagionati o yogurt ad esempio, il lattosio viene gia "digerito" al loro interno. 


L'intolleranza al lattosio, inoltre, non va' confusa con l'allergia alle proteine del latte vaccino
L'intolleranza è una reazione che avviene nell'intestino e che esula dai meccanismi del sistema immunitario ed in quanto tale può essere "tollerata" quando si assumono ridotte quantità di lattosio, come abbiamo appena visto. Invece l'allergia è una reazione avversa agli alimenti o nutrienti scatenata dal meccanismo immunologico, sono in pratica i nostri "anticorpi" che attaccano erroneamente l'alimento, causando infiammazione (con tutte le sue conseguenze gravi) e in alcuni casi può portare anche allo shock anafilattico. 
Quindi chi è intollerante al lattosio può assumere le proteine del latte vaccino, mentre chi è allergico a queste ultime non può assumere latte.
Quali alimenti evitare in caso di intolleranza? oltre ovviamente al latte, i suoi derivati come i formaggi freschi o i latticini, i principali alimenti da evitare sono salumi industriali (preparati spesso con il latte) e gran parte dei biscotti preparati con il latte. 
Ci sono invece in commercio molti tipi di latte in cui il lattosio è già scisso e quindi presente in forma minima o nulla. Sono nella maggior parte dei casi dei parzialmente scremati, anche se qualche casa ha introdotto recentemente anche il tipo totalmente scremato. In entrambi i casi quindi sono indicati anche per chi vuole dimagrire.


 
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Dott. Davide Bianchini 

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