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venerdì 8 febbraio 2013

Fame emotiva: come riconoscerla!


La fame emotiva, conosciuta anche come fame nervosa, consiste nel ricorrere continuamente al cibo, non per fame, ma  per placare determinate emozioni che ci assalgono. 
Il rapporto con il cibo è sempre legato in maniera più o meno stretta allo stato emotivo e può indurre ad un'errata condotta alimentare.
Si mangia quasi sempre per noia, vissuta come assenza di stimoli, per stanchezza fisica o per rilassarsi, e mai invece per fame.
 




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Dietro alla fame nervosa o emotiva c’è sempre una situazione di insoddisfazione di sè, un qualcosa di irrisolto, a volte un “segreto” che ci si porta dentro e che non riusciamo a cacciare fuori senza ricorrere al cibo. Citando McKenna, possiamo dire che la fame nervosa comporta “disprezzo di sé, una sensazione di essere senza speranza, senza risorse, senza valore e non amati“.
L’assunto centrale è la tendenza ad associare il valore personale al proprio aspetto fisico.

A soffrirne sono in molti: ci si propone di mangiare in modo sano e senza eccessi, a pranzo si seguono alla lettera le regole di una sana e corretta alimentazione, ma poi inspiegabilmente, a metà pomeriggio, si è fortemente attratti dalla barretta di cioccolato in fondo alla dispensa.
 


Una sorta di bramosia, che inizia ad inviare fastidiosi segnali nelle occasioni più disparate: quando siamo sotto pressione per un esame o un lavoro importante, quando siamo preoccupati per un evento imminente, quando siamo arrabbiati con il partner o tristi per una delusione, perfino quando annoiati, guardiamo un film sul divano di casa.

Il nostro stomaco brontola, la voglia di cibo sale alle stelle e la forza di volontà cede, ogni barlume di razionalità scompare, sopraffatto dalla necessità di un conforto immediato.



La fame nervosa è considerata una delle principali cause di obesità nel mondo poichè il problema pricipale è che non si risolve al livello fisico, ma con un giusto approccio mentale e con l'aiuto di uno specialista.
Per esercitare un autocontrollo affidabile sul nostro peso dobbiamo imparare a rispondere solo agli stimoli dettati dalla  fame biologica, la fame autentica che conduce all’assunzione di cibo in quantità utile a raggiungere la sazietà, senza lasciarsi tentare dalla fame emotiva!

Quando ci alimentiamo in risposta alla fame emotiva, è come se non riuscissimo a decodificare i segnali utili alla sopravvivenza, da quelli che non lo sono.


La fame nervosa per molte persone è uno di quegli ostacoli intramontabili che impediscono di perdere peso e raggiungere il proprio peso ideale.

Dobbiamo mettere in atto una vera e propria rieducazione del nostro organismo per sconfiggerla, che ci porterà a rispondere con un pasto o uno spuntino adeguato solo agli stimoli della fame fisiologica e a resistere alla fame psicologica o a farvi fronte in modi che non comportano introiti calorici.

La nostra immagine corporea è un costrutto psicologico complesso che comprende aspetti percettivi, emotivi, valutativi e relazionali legati al proprio aspetto fisico, ha dunque chiari effetti sul funzionamento sociale e sulla qualità di vita.



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