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martedì 27 novembre 2012

Drunkorexia: sostituire i pasti con gli alcolici



Per molti l'aperitivo è un rito irrinunciabile che però mal si coniuga con un regime alimentare ipocalorico, come vi abbiamo già accennato la settimana scorsa.
Sono molte, infatti, le calorie contenute nei drink normalmente consumati con gli amici: un bicchiere di vino bianco contiene circa 100 calorie, un Daiquiri alla fragola 220 calorie,  un Mojito ben 242 calorie, la Pina Colada può arrivare fino a 650 calorie mentre un Margarita arriva fino a 850 calorie. Ma...cosa succede se bere alcolici diventasse un sostituto dei pasti principali?



Dagli Stati Uniti arriva un nuovo trend: non mangiare durante il giorno per poter bere alcolici la sera senza il rischio di ingrassare; una nuova moda, un male che consuma dall’interno che prende il nome di drunkorexia”, di cui vi abbiamo già accennato nel post sulle 6 diete peggiori.
Il termine deriva dalla fusione delle parole inglesi drunk e anorexia, cioè “alcolizzato/a” e anoressia, una via di mezzo tra l’ubriachezza e l’anoressia.
Le vittime sono per di più giovani donne in una fascia di età piuttosto ampia, dai quindici ai trent’anni circa.


Bere fino allo sballo è socialmente  trendy, un lasciapassare per essere accettati dal gruppo, sulla scia lanciata da  personaggi come Paris Hilton, Amy Winehouse, Tara Reid, Lindsay Lohan o Britney Spears, costantemente immortalate ubriache, rendendo un esempio da emulare un comportamento assolutamente inappropriato.
Come molti disturbi del comportamentoalimentare,  la drunkorexia ha un esordio lento e graduale. Una ragazza potrebbe, ad esempio, decidere di rinunciare al  pasto serale per la preoccupazione delle calorie che prevede di consumare dopo, bevendo. 


Alcuni programmi di dieta come la  Weight Watchers, hanno inconsapevolmente contribuito al rinforzo di simili condotte, incoraggiando le loro seguaci a bilanciare l’apporto calorico dell’alcool con pasti ridotti. L'obiettivo di tali programmi, naturalmente, non è quello di indurre  la drunkorexia ma aiutare le  donne a bere moderatamente e mangiare bene. Nel corso del tempo, però queste stesse ragazze potrebbero iniziare a ridurre i pasti sempre di più per  poter bere liberamente  e mantenere il  girovita sottile.


La  drunkorexia, a questo punto, si è  già dirompentemente insidiata nella loro testa e nel loro corpo.
L’apporto energetico derivante dall’alcol è praticamente privo di qualsivoglia nutriente fondamentale, per cui il rischio più immediato sarà quello della malnutrizione, accompagnato ad un ipercatabolismo che depaupererà abbastanza rapidamente la massa magra a vantaggio del grasso, col risultato di un corpo flaccido e debole.
Gli effetti sul fisico e sul cervello sono, come prevedibile, devastanti perchè assommano la tossicità dell’alcol  alla debilitazione fisica.


L’alcol infatti, se assunto in eccesso, provoca danni sulla capacità di funzionamento del fegato, riduce la capacità dei polmoni di filtrare e bloccare le sostanze estranee inalate con il respiro, altera il numero delle pulsazioni del cuore e la vasodilatazione delle vene e delle arterie.
Come per l’anoressia, anche per la drunkoressia è indispensabile un percorso di ri-nutrizione e di psicoterapia, per cercare di capire veramente quali siano le problematiche che giustificano l’adozioni di simili condotte e pianificare un intervento di risoluzione delle stesse.

Dott.ssa Raffaella Orlando


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