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lunedì 29 ottobre 2012

Obesità infantile: come evitarla



L’ obesità infantile è un problema sempre più grave nel nostro paese, come già anticipato nel mio articolo "qual è l'età giusta per iniziare una dieta", ribadisco ancora una volta che non è mai troppo presto (o troppo tardi) per iniziare una dieta!
Si stima che in Italia nel 2025 ci saranno circa 20 milioni di obesi: anno dopo anno infatti aumentano sempre di più le persone sovrappeso che prestano poca attenzione alle scelte dietetiche, molto spesso come conseguenza di alimentazione sbagliata già durante l'infanzia.  


Informarsi è un dovere per ogni genitore, che dovrebbe preoccuparsi dell’eccesso di peso dei propri figli tanto quanto si preoccupa dell’eccessiva magrezza, quando esiste.
La Società Italiana di Pediatria e la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale propongono dieci semplice regole, raccolte nella guida “Allarme obesità, combattiamola in dieci mosse”, che vi consiglio di seguire: 


1. allattamento al seno: protrarlo per almeno 6 mesi riduce il rischio di obesità  e protegge nei confronti del diabete, in quanto pare che l’effetto benefico del latte materno si manifesti soprattutto grazie alla riduzione di fattori di crescita come l’IGF-1 e dell’insulina;

2. svezzamento dopo i sei mesi: nel 2008 la European Society of Pediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition ha stabilito che è il modo migliore per ridurre la possibilità di sovrappeso, in quanto il latte materno è l’alimento più completo e adeguato per le necessità nutrizionali dei bimbi appena nati (lo svezzamento non dovrebbe mai iniziare prima di 17 settimane o dopo 26);


3. apporto di proteine nei primi due anni: mediamente i bimbi introducono troppe proteine facilitando l’accumulo di grasso; ideale è non superare i 20 grammi di formaggio (un cucchiaino di grana) e i 30 grammi di prosciutto cotto al giorno, limitando la carne a 30 grammi fino ai 12 mesi senza andare oltre i 40 grammi fra i 12 e i 24 mesi. In caso di allattamento non al seno, per limitare l’assunzione di proteine, è bene scegliere tipi di latte a basso contenuto proteico e introdurre il latte vaccino almeno dopo i 12 mesi (meglio dopo i due anni), limitando la dose a 300 grammi al giorno (il latte vaccino aumenta la produzione di insulina e fattori di crescita che potenziano il senso della fame aumentando il rischio di problemi metabolici e di accumulo di grasso corporeo);


4. evitare bevande caloriche e molto zuccherate: eliminare succhi di frutta, tisane, tè freddi e simili; questo principio vale anche per i bambini un po’ più grandicelli e per i teenager;


5. togliere il biberon entro i due anni: il rischio è che, data la facilità di utilizzo, si consumi una quantità di latte o succhi di frutta superiore al fabbisogno;

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6. non utilizzare il passeggino dopo i 3 anni: per favorire il movimento dei bambini sarebbe bene condurli a passeggio il più possibile anziché caricarli sempre sul passeggino. Questa forse è una delle regole più complesse da seguire in quanto si sa che per comodità o paura che il figlio si stanchi troppo si portano in giro seduti anche bimbi di quattro o cinque anni;


7. calcolare l’indice di massa corporea prima dei sei anni: è una norma molto importante (che non tutti prendono in considerazione) in quanto si possono correggere abitudini sbagliate prima che sia tardi; basta misurare peso e altezza per sapere se il bimbo ha messo su troppi chili;


8. evitare tv, videogiochi e giochi sedentari prima dei due anni e successivamente limitare l’utilizzo di questi apparecchi a non più di otto ore alla settimana, come già anticipato nell'articolo "mangiare davanti alla tv fa ingrassare";

9. incentivare il più possibile giochi attivi e di movimento. E' consigliabile, in particolare, iscriverli a nuoto, a calcetto o a danza per evitare che conducano una vita troppo sedentaria;


10. preparare porzioni di cibo corrette per l’età del bambino: aiutandosi con una “guida” fotografica per riconoscere le quantità giuste o rivolgendosi ad un dietista. I bambini piccoli non hanno consapevolezza delle porzioni e quindi spetta ai genitori stabilire qual è la quantità giusta di pasta o carne da fargli mangiare.  


 
  
Occorre agire fin dai primi anni di vita per combattere l’obesità, educando i bambini ad uno stile di vita corretto già nella prima infanzia. L’obesità è una malattia che spesso si protrae in età adulta favorendo la comparsa di diabete e malattie cardiovascolari. Se però il pediatra è da solo a lottare contro l’obesità è destinato al fallimento: coinvolgere anche genitori e scuola è l’unica strategia vincente per affrontarla davvero.


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