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mercoledì 31 ottobre 2012

Il mito di Barbie e il dieting


Il più potente feedback dell'accettazione positiva di sé è spesso erroneamente dato da un distorto ideale di bellezza.

Pensiamo a Barbie, la bambola più famosa del mondo che ha fatto la sua prima apparizione nel 1959 e da allora sono state vendute più di un miliardo di copie, rappresentando ormai da anni un modello ideale per milioni di bambine.


La sua storia procede in parallelo con la storia della società, un’immagine speculare del tempo che cambia, in perfetta sintonia con la sua naturale evoluzione: nasce come indossatrice, si reinventa donna in carriera, poi hostess, moglie, mamma, pop star, medico, veterinario, ecc.


 
Per equiparare il mito molte donne hanno negli anni iniziato la loro personale lotta con la bilancia, odiando il proprio corpo naturale e sottoponendosi a diete dannose.

In questo scenario perverso la felicità è raggiunta attraverso l’adattamento a regimi alimentari dannosi.


L’attrattiva esercitata dalle diete last-minutes è associata all'aspettativa di acquisire, attraverso il repentino il dimagrimento, un aspetto più gradevole, in linea con gli attuali standard di desiderabilità personale e conseguentemente di desiderabilità sociale.

Si innesca una spirale di continuo automonitoraggio del proprio fisico e l’attuazione di pratiche per ri-modellarlo.


Va però chiarito che la portata di tali modelli dannosi trovano risonanza esclusivamente in persone con precario equilibrio psicologico e bassi livelli di autostima.

Un nuovo fenomeno dilagante ed in continua espansione è il “dieting”, la tendenza a stare sempre a dieta, che innesca una vera e propria dipendenza e conduce alla creazione di un rapporto malato e conflittuale con il cibo e con il proprio corpo.


Il dieting è la dipendenza dal “non cibo”; ovvero significa passare la vita stando a dieta, e non riuscire a smettere di avere un regime alimentare ristretto.


Ciò non solo causa gravi danni a livello fisico e psicologico e spesso rappresenta il primo passo verso l’anoressia e la bulimia, generando una costante e destabilizzante insoddisfazione circa sè stessi ed i propri risultati.

(Valeria Lukyanova, ragazza russa di 21 anni con all'attivo molti interventi chirurgici per assomigliare ad una Barie in carne e ossa)
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Dott.ssa Raffaella Orlando (psicologa)

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3 commenti:

  1. Yeah !... our life is like riding a bicycle. You won't need to fall unless you stop pedaling!!....

    My site - lochcarrongarage.com

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  2. Grazie per avermi segnalato l'articolo Anna! Sicuramente la Barbie è un esempio sbagliato, ma diciamocelo non è ne il primo ne sarà l'ultimo!!! Ormai ne siamo completamente circondati!
    Torna presto a trovarmi su Cosa Mi Metto???
    Win an amazing pair of earrings!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai perfettamente ragione Fabrizia, ma è proprio condividendo queste informazioni che è possibile creare consapevolezza intorno ad un problema e cercare di evitare che altre ragazzine cadano nello stesso errore!

      Elimina

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