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martedì 25 settembre 2012

Bulimia nervosa: impariamo a conoscerla



La bulimia nervosa (dal greco boùlimos, fame da bue) è un disturbo alimentare caratterizzato da un irrefrenabile bisogno di ingurgitare frettolosamente grandi quantità di cibo (abbuffate).

Durante tali episodi il soggetto sperimenta la sensazione irrazionale di perdita del controllo, di non riuscire quindi a fermarsi e resistere al desiderio di mangiare.
Si tende a prediligere dolci, cibi ipercalorici e con una consistenza che ne faciliti l’ingestione in breve tempo.



La crisi bulimica è normalmente seguita da sensi di colpa, frustrazione ed agitazione che conducono a comportamenti compensatori, al fine di prevenire l’ aumento ponderale.



In base alle condotte compensatorie utilizzate, è possibile distinguere la bulimia nervosa in due sottotipi:

1. bulimia nervosa con condotte di eliminazione;

2. bulimia nervosa senza condotte di eliminazione.

Nel primo caso, il comportamento compensatorio più frequente è il vomito autoindotto, per ridurre il senso di nausea che segue l'abbuffata e contrastare l’incremento del peso.
L’erosione dello smalto dei denti (dovuto all’acido del vomito) e l’abrasione del dorso delle mani (causato dalla ripetuta introduzione delle dita nella gola) sono indicatori comuni di tale tendenza .


Metodologie compensatorie si concretizzano anche nell’uso smodato di lassativi, diuretici ed enteroclismi.
Nella bulimia nervosa senza condotte di eliminazione, il soggetto attua un totale digiuno nei giorni che seguono l'abbuffata e si dedica alla pratica eccessiva di esercizi fisici.

L'età di insorgenza è generalmente quella adolescenziale e colpisce prevalentemente soggetti di sesso femminile.

Generalmente la bulimia inizia con una dieta ferrea ed in seguito viene percepita come una magica risoluzione per il controllo del peso, che si consolida nel tempo fino a uscire completamente dal controllo del soggetto.

Tuttavia il frequente ricorso a condotte di eliminazione può produrre alterazioni dell'equilibrio elettrolitico e dei fluidi, tra cui i più frequenti sono: ipopotassiemia, iponatriemia, ipocloremia.

La perdita di succo gastrico acido attraverso il vomito può produrre alcalosi metabolica (aumento del bicarbonato sierico), mentre l'abuso di lassativi per indurre diarrea può provocare acidosi metabolica.
Alcuni individui con Bulimia Nervosa presentano una lieve elevazione dell'amilasi nel siero, probabilmente legata all'incremento dell'isoenzima salivare.


La caratteristica principale della bulimia nervosa dunque è racchiusa in un circolo autoperpetuante di preoccupazione per il peso e le forme corporee -> dieta ferrea -> abbuffate -> vomito autoindotto.

Le cause di questo disturbo del comportamento alimentare sono molteplici e sarebbe semplicistico ridurla ad una banale questione estetica.
Il soggetto bulimico a differenza della persona che soffre di anoressia nervosa, è normopeso o in lieve sovrappeso e si muove nella quotidiana indifferenza.

La bulimia origina dalla psiche e su di essa ha importanti ripercussioni, pertanto, “come disturbo della psiche” va affrontata, senza generare pericolosi ritardi nella cura, rivolgendosi senza timore ad uno specialista, esperto in disturbi del comportamento alimentare, che può effettuare una diagnosi, ed iniziare un’opportuna terapia.

Dr.ssa Raffaella Orlando (psicologa)


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