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domenica 26 agosto 2012

Come mangia un dietista in vacanza (Turchia)

Sono da pochi giorni tornata da un bellissimo viaggio alla scoperta della Turchia in compagnia del dott. Davide Bianchini. Ho vistato dei posti bellissimi con molti reperti archeologici e testimonianze dell’antico mondo Ottomano e Bizantino: castelli, moschee, palazzi reali, agorà, navi sommerse  e tanti reperti ricchi di storia.
Siamo stati prima ad Istanbul,  la vecchia Costantinopoli anche definita come la città delle luci, l’unica città al mondo costruita a cavallo di due continenti: Europa ed Asia.


Poi da lì ci siamo spostati a Bodrum, sul mar Egeo, ed abbiamo fatto alcune escursioni in dei posti molto suggestivi. Siamo stati a Pamukkale, che in turco significa "castello di cotone", una località nel centro della Turchia dove è possibile vedere i resti dell’antica città di Hierapolis ed una montagna  di acqua calcarea  con delle vasche termali davvero molto suggestive. Esistono pochi luoghi al mondo simili a questo, ad esempio le Mammoth Hot Springs negli USA, e Huanglong nella provincia cinese di Sichuan.

Infine abbiamo visitato le baie di pescatori di Gumsuluk, la Saint Tropez della Turchia a Gultunburuk ed abbiamo fatto un salto anche sull’isola Greca di Kos, che si trova a soli 50 minuti di aliscafo da Bodrum.

Ma ora, dopo una breve panoramica della nostra vacanza, vorrei affrontare l’argomento centrale del post e spiegarvi come mangia un dietista in vacanza.
"Molti di voi mi chiedono come sia possibile non aumentare considerevolmente di peso in queste situazioni - dichiara il dott. Bianchini - . Ovviamente il mio non vuole essere un diktat da seguire rigorosamente, ma semplicemente una condivisione con voi che mi seguite sul blog, su facebook e su twitter. Alla partenza il mio peso era di 70,5 kg, al mio ritorno 71,5. Il mio obiettivo però non era certo questo, ma di assaggiare tutte le specialità della cucina turca, una delle più varie al mondo."

Avendo trascorso una vacanza all’estero, il nostro dietista ha preferito adottare l’alimentazione all’inglese. Quindi colazione abbondante, spuntino a pranzo e cena completa.
A Istanbul abbiamo soggiornato in un hotel nel centro storico di Sultanahmet, a pochi passi dalla famosa Moschea Blu e cattedrale di Ayasofia. Lì è stata principalmente una vacanza culturale. Sveglia presto alle ore 8.30 colazione abbondante con cappuccino addolcito con zucchero di canna (che ha un’assimilazione migliore dello zucchero normale), una piccola tazzina  con cioccolato o marmellata fatte in casa, 40 g. circa di muesli con frutta secca aggiunta (2 noci o fichi secchi), 300 g. di frutta fresca (principalmente melone e anguria), 1 o 2 uova preparate sode o in paella, 50g. di salumi magri del posto, prevalentemente di carne bianca, 40 g. di pane integrale, 100 g. di pomodori e tanta acqua.

Dopo questa bella ricarica mattutina, eravamo pronti per il tour de force in giro per Istanbul su e giù per i vari quartieri della città spostandomi principalmente a piedi e coprendo solo le lunghe distanze con tram, autobus o traghetti.
Verso le ore 13.00 o le ore 14.00 spuntino con frutta fresca e spremuta. E’ impressionante vedere quanti negozi di frutta fresca servita pronta da mangiare ci sono a Istanbul. Magari ci fossero anche a Napoli: si ridurrebbero molti casi di obesità. Questi simpatici negozietti vendono a poche lire turche ai passanti spiedini di frutta, coppettini di frutta già tagliata e lavata o spremute di arancia o anguria, alcuni li hanno chiamati vitamin shop J.

Verso le 18.00 rientravamo in albergo e facevamo uno spuntino con il famoso the alle mela turco e 2 tramezzini di pane integrale ripieni di pomodoro, cetriolo e fettina di formaggio turco. Poi breve relax in uno degli hammam turchi con trattamento di 10 minuti di sauna, 10 minuti di bagno turco al quale seguiva scrub e soap massage (i turchi sono davvero molto bravi nei trattamenti antistress) ed a seguire bagno in piscina, il tutto  per rigenerare corpo e mente prima dell’uscita serale.

Dopo un paio di ore di relax verso le 21.00 iniziava la ricerca di uno dei ristorantini tipici per gustare una delle specialità turche o ottomane. In Turchia preparano moltissimi antipasti gustosi, denominati meze: zuchine con salsa di yogurt (kizartmasi), melanzane dalla pelle nera alla griglia, il cacik ottomano, la moussaka turca (diversa da quella greca) preparata principalmente con carne tritata e melanzane e tanti altri ancora. Gli antipasti turchi sono talmente tanti che si può decidere di fare un’intera cena solo di mezes, ma sarebbe davvero un peccato visto che i loro secondi sono davvero buonissimi.

Tra i meze più famosi e graditi dai turchi ci sono senza dubbio i Börek; si tratta del nome generico per indicare le sfoglie salate fatte con yufka, una combinazione di strati sottilissimi di pasta. Il Su Böreği è fatto con strati di pasta bolliti, formaggio e prezzemolo. Il Çiğ börek è fritto e farcito con carne tritata. C’è poi tutta una serie di börek che prende il suo nome dalle relative forme; il Sigara böreği per esempio, dalla sua caratteristica forma a sigaro. Ci sono infine il Talaş böreği (farcito con verdure e carne a cubetti), il Laz böreği, una versione dolce rinomata nella regione del Mar Nero e il Puf böreği, pasta sfoglia ripiena di carne tritata e formaggio.

"Per evitare di appesantirmi - continua il dott. Bianchini - preferivo ordinare un assaggio di due o al massimo tre antipasti a sera da (essendo stato dieci sere ho avuto modo di assaggiarli tutti)  ed un piatto unico (di carne, pollo o pesce con contorno di verdure e riso o cuscus)".
Lì il maiale è inesistente per motivi religiosi, ma cucinano dell’ottima carne di agnello, bovino e di pollo cotto con il sistema dei grandi spiedini alla griglia qui chiamati kebab lì Kepap. Ho scoperto che per loro kabap è il modo di cucinare la carne alla griglia, che poi servono a scelta al piatto, nella pita o in un panino.


Ovviamente ogni cena terminava con la frutta: melone o anguria e poi ogni tanto (ma non tutte le sere), verso le 23.00 assaggiavamo uno dei loro dolcetti. Abbiamo apprezzato molto le loro Turkish delight, dei dolcetti gommosi basati su un gel di amido e zucchero. Sono preparati nelle loro pasticcerie, molto simili a bistrot, ma ne vendono anche delle belle confezioni regalo, nella varietà Premium sono costituiti in gran parte da ripieni  di pistacchi e nocciole o noci tritate. La versione più economica, invece,  è caratterizzata  per lo più da gel, generalmente aromatizzato con acqua di rose, mastice, o limone. La confezione è contenuta in pacchetti e mangiato a cubetti spolverate con zucchero a velo, olio di copra, in polvere o crema di tartaro. Altri tipi comuni includono aromi come la cannella e menta.
Una sera, invece, abbiamo preferito provare il gelato turco, sperando che il gusto del gelato fosse internazionale. Invece abbiamo scoperto che è molto gommoso ed insapore. A mio parere, non ne vale la pena mangiarlo. E’ solo bello vedere come i gelatai si impegnano a fare il loro show con i gelati lungo Iskidal Caddesi nel quartiere Beyoglu, in pratica con una sorta di forchettone gigante agguantano il gelato e lo fanno roteare in aria tipo lazzo del cowboy, ed il gelato sembra un chewingum… anche nel sapore purtroppo!

Per oggi è tutto. Nei prossimi giorni vi racconterò i pasti del nostro dietista a Bodrum, dove abbiamo fatto una vacanza di mare ed in cui era richiesta un’alimentazione leggermente diversa da quella della vacanza culturale cittadina.

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A.P.

4 commenti:

  1. Bellissimo articolo! Istanbul è davvero bellissima ci sono stata anche io 2 anni fa!

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  2. Ciao Ragazzi,
    la mia risposta potrebbe intitolarsi: cosa mangia un turista in vacanza.....ecco la mia esperienza, logicamente il dott. Bianchini avrà modo di valutarle e fornire a me e ad altri lettori del suo blog utili consigli per affrontare al meglio il meritato periodo di relax.

    - tour di cuba dal 12 al 23 gennaio 2012
    Abbiamo soggiornato in quasi tutto il periodo in "case perticular", veri e propri bb gestiti dalle persone locali, ma legalmente riconosciuti. I proprietari servono anche la prima colazione e su richiesta la cena.
    La cucina cleola servita dalle persone del posto è molto semplice, ma cominciamo con la prima colazione:
    latte, caffe (fatto con miscela cubana utilizzando la classica moka),frutta di stagione, pane tostato con marmellata (di frutta esotica), frullati di frutta esotici.
    Per cena servono quasi solitamente riso accompagnato con zuppe di fagioli o lenticchie, pollo o maiale (è difficilissimo trovare altri tagli) e tante verdure stufate come carote (delle radici, ma nn ricordo il nome, la barbabietola e solita frutta esotica)....tanta tanta acqua e una lattina di birra a pasto.....non abbiamo mai preso rum anche se a cuba si serve anche a cena. Questa è stata prevalentemente la nostra cena per 2 settimane circa, gustando anche la famosa aragosta cubana nei pressi di una località balneare, non abbiamo mangiato dolci, pasta,pizza, pane, carne rossa non perchè non lo volessimo ma perchè era difficile procurarsi alcuni cibi anche per via dell'embargo. Non ho quasi mai mangiato formaggi, uova, latticini e olio d'oliva, burro, credo utlizzavano per condire olio di semi....difficilissimo era trovare anche i pomodori o verdure crude verdi.
    Una cosa che ci piaceva molto e che chiedevo spesso, ne avrò mangiato 5 gg su 13 erano le banane fritte...buonissime.

    A pranzo solitamente mangiavamo della frutta, solitamente ananas che simpatici ragazzini vendevano sulla spiaggia o delle focacce semplici a forno con un pò di sugo di pomodoro (giusto 2 o 3 volte)
    Solo una volta ho mangiato un panino che vendevano in strada ma le pessime condizioni igeniche mi hanno fatto desistere dal ripetere l'esperienza, in più non avevo assolutamente idea della carne che utilizzavano.

    Crdo di aver perso qualche chilo al mio ritorno, ma la cosa non è stata voluta, ma imposta dalle circostanze. ci tengo però a specuficare che non critico affatto la loro cucina e stare anche tanto tempo senza prodotti per noi più familiari come il pane,vino, la pasta, l'olio di oliva la mozzarella e il parmigiano e la carne rossa, non mi ha creato assolutamente nessuna crisi "di astinenza"....invece paradossalmente a quasi 8 mesi di distanza da quel viaggio sento la mancanza delle banane fritte e di quelle zuppe di fagioli neri.
    Ecco quanto.
    Non sono un esperto di nutrizionismo ma credo che abbiamo fatto in questa vacanza una dieta molto equilibrata povera di grassi e zuccheri, l'unica nostra preoccupazione era la qualità degli alimenti, ma grazie a Dio non abbiamo avuto problemi.

    Mimmo

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  3. Grazie Mimmo, la tue esperienza culinaria a Cuba è davvero interessante e sono sicura che anche il dott. Bianchini ti dirà che hai mangiato davvero bene, seguendo una dieta salutare ed equilibrata! :)

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  4. Ciao Mimmo, bellissima descrizione, grazie! Devo dire che per essere stati all'estero avete mangiato davvero bene. Molte fibre, frutta, poche elaborazioni, niente fast food, davvero complimenti. Sui secondi non c'è molta varietà lì, ripiegare sulle verdure è un'opzione molto salutare.

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