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martedì 8 maggio 2012

Obesità infantile: qual è l'età giusta per iniziare una dieta?


Siamo tutti ancora scioccati dalla misura restrittiva che ha visto sottratti ed affidati agli assistenti sociali i 3 figli obesi ad una famiglia scozzese, dopo tre anni di tentativi e terapie che avevano dimostrato che il problema nasceva proprio in famiglia.

Cosa accadrebbe se una tale legge fosse applicata in Italia? quante famiglie ne sarebbero interessate?

L'obesità infantile è in preoccupante aumento in tutto il mondo, negli ultimi 20 anni il numero di bambini obesi si è duplicato, in particolare nei paesi occidentali e l'Italia non fa eccezione.

Da un’indagine promossa dal Ministero della Salute nel 2010, emerge che nel nostro paese sono oltre un milione i bambini in sovrappeso e 400 mila gli obesi, rispettivamente il 22,9% e l’11,1% di tutti i bimbi tra gli 8 e i 9 anni. 


Sono proprio le regioni del sud quelle maggiormente coinvolte e statisticamente pare che Napoli detenga anche questo triste primato dove si arriva a punte di sovrappeso e obesità del 48%.

Lavorando in questa città da molti anni,  il trattamento dei bambini obesi è diventato sempre più frequente nel mio studio, ma quello che in particolare ho notato è che l'età dei bambini che necessitano di una dieta dimagrante diminuisce sempre di più.
Il problema, però, ritengo non venga ancora adeguatamente riconosciuto dai genitori che tendono a non ammetterlo o sottovalutarlo.

Comunemente dare una dieta ad un bambino genera molta reticenza.
In generale, ci si preoccupa molto quando un figlio non mangia, mentre invece viene ancora erroneamente percepito il sovrappeso ed il grande appetito come uno stato di buona salute.

Percezione errata perchè l'obesità infantile aumenta il rischio di importanti patologie croniche come le malattie ischemiche del cuore, l’ictus, l’ipertensione arteriosa, il diabete tipo 2, le osteoartriti e alcuni tipi di cancro (corpo dell’utero, colon e mammella), giusto per citarne alcune.

Un bambino obeso ha inoltre un'alta percentuale di possibilità di diventare un adulto obeso.


Sottovalutare il problema può essere quindi molto pericoloso, per questo quando si sono rivolti a me qualche mese fa genitori con figli di 4 anni obesi non me la sono sentita di dare solo qualche consiglio e rassicurarli che nello sviluppo avrebbero recuperato il peso, ma ho preso in cura i giovanissimi pazienti.

Di certo a quest'età il bambino non può essere consapevole di cosa significa fare una dieta dimagrante, in verità nemmeno consapevole di cosa mangia in generale, come non lo è di tante altre cose, pertanto il mio approccio è stato quello di informare genitori e nonni su come va nutrito il bambino e sul perché alcuni comportamenti alimentari sono errati.


Molto spesso nei genitori, oltre alla voglia di coccolare i piccoli, interviene la paura di non dargli abbastanza per la loro crescita. Avere un programma da seguire ha dato loro maggiore sicurezza e tranquillità nell'imporre nuove regole, regole che già esistono per i ragazzi e che in generale fanno bene alla loro crescita non solo fisica ma anche caratteriale.
Il mio consiglio è stato anche di non stressare i piccoli con il concetto di dieta, perchè quella che gli si propone non è una vera dieta dimagrante, ma in realtà una sana alimentazione, quella che avrebbero già dovuto seguire da sempre.

Dalle analisi statistiche emerge che le cause sono quasi sempre attribuibili a comportamenti alimentari sbagliati
Per esempio, il 9% dei bambini salta la prima colazione e il 30% fa una colazione sbilanciata in termini di carboidrati e proteine; il 68% fa una merenda di metà mattina troppo abbondante; 1 bambino su 4 non mangia quotidianamente frutta e verdura, pari al 23%, mentre il 48% consuma ogni giorno bevande zuccherate e gassate.


Un bambino può diventare obeso non solo perché mangia troppo, ma anche perché mangia male, preferendo cibi molto calorici, ricchi di zuccheri e grassi, associati a bevande dolci.

Abitudini quali 4 merendine o 2 litri di coca cola al giorno, colazione con cornetto e cappuccino al bar, piatti di pasta asciutta da 150 g, un conto aperto illimitato in rosticceria, che ho trovato in alcune famiglie di miei pazienti, non sono compatibili con un buono stato di salute ed una sana crescita, pertanto modificarle non significa reprimere lo spirito fanciullesco dei ragazzi nè avviarli all'anoressia, ma semplicemente educarli.
Cedere ad irragionevoli capricci come in ogni sfera del comportamento umano può portare tanti problemi ed infelicità, come nel triste caso di un piccolo di 10 anni che ho seguito qualche anno fa dove, purtroppo, per la mancata severità dei genitori si è arrivato al distaccamento della testa del femore dall'anca causato dall'eccesso di adipe ed al conseguente intervento chirurgico.


Cari genitori quindi se il vostro figlio presenta una circonferenza addominale in aumento, in generale se si vede "la pancia sporgente", se il vostro pediatra o il professore di educazione fisica o l'allenatore sportivo vi dicono che i ragazzi devono perdere peso, non esitate a rivolgervi ad un dietista-nutrizionista esperto che può aiutarvi a trovare il giusto equilibrio con un'alimentazione sana, che permetta di recuperare il peso, che non faccia soffrire i morsi della fame e che conceda anche qualche liberta con alimenti comunemente definiti "sfizi".

Sono convinto che ogni bambino meriti l'opportunità di essere educato ad una sana alimentazione.

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Dott. Davide Bianchini.

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